UNA INDISCREZIONE AL GIORNO… L’ALBERO DI NATALE

A Roma l’albero di Natale donato dal Trentino al Quirinale non è altro che la cima di un abete bianco, prelevata dai boschi della Val Canali fortemente colpiti dal maltempo. Si è scelto questo albero perché, essendo stato danneggiato dal forte vento, era già destinato all’abbattimento. 

 

OGGI VI DICO CHE… GLI AUGURI

“E’ Natale da fine ottobre. Le lucette si accendono sempre prima, mentre le persone sono sempre più intermittenti. Io vorrei un dicembre a luci spente e con le persone accese.” (Charles Bukowski)

“Natale: un giorno speciale consacrato allo scambio di doni, all’ingordigia, all’ubriachezza, al sentimentalismo più melenso, alla noia generale e a domestiche virtù.” (Ambrose Bierce)

“L’adulto non crede a Babbo Natale. Ma lo vota.” (Pierre Desproges, umorista)

“Meglio che mi fidanzi col mio albero di Natale; sembra che sia l’unico ad avere le palle.”
(Luciana Littizzetto)

“L’hai fatto per me! Allora grazie. Vorrà dire che metterò il tuo amante sulla lista di Natale, ma solo se riesco a trovare una lettere-bombey.” (Woody Allen)

ATTUALIZZANDO….  Er Presepio” di Trilussa

Ve ringrazio de core, brava gente, pè ‘sti presepi che me preparate, ma che li fate a fa? Si poi v’odiate, si de st’amore nun capite gnente… Pé st’amore so nato e ce so morto, da secoli lo spargo da la croce, ma la parola mia pare ‘na voce sperduta ner deserto senza ascolto. La gente fa er presepe e nun me sente, cerca sempre de fallo più sfarzoso, però cià er core freddo e indifferente e nun capisce che senza l’amore è cianfrusaja che nun cià valore.

 

GLI AUGURI DI LINA PASSALACQUA

Ci sono molti modi per fare gli auguri. Io detesto quelli banali, convenzionali, affidati a luoghi comuni e frasi fatte, auguri validi per chiunque e in qualsiasi circostanza, Natale e Pasqua, Ferragosto e compleanni, onomastico e/o ciò che preferite. Perciò segnalo gli auguri “diversi” ed eleganti, colti e impreziositi dall’ammonimento di Trilussa nel suo popolare romanesco, che ho ricevuto da Lina Passalacqua. Lina è una pittrice italiana, la più grande a mio parere, l’ultima futurista. Artista eccellente, ma anche una donna originale, piena di voglia di vivere e di curiosità, di energia, di generosità e di altruismo. Con una qualità ulteriore, a me gradita: quando trova il tempo, anche la cucina diventa un suo regno, Linuzza – la chiamo così –  è una cuoca raffinatissima.

 

IL FESTIVAL DEL CONSUMISMO

Per me, al di là di ipocrisie e finzioni, il grave difetto del Natale è di essere diventato, anno dopo anno, un vero festival del consumismo. Ai miei tempi (scusatemi, è una pessima espressione) si faceva ai bambini un solo regalo. Era una sorpresa, una gioia attesissima, non speravamo, neanche pensavamo che potessero essercene altri! Oggi sotto l’albero si ammucchiano decine di pacchi e pacchetti, inutili, anche stupidi. I bambini li aprono freneticamente, senza gustare il momento, solo con l’impazienza di aprire quello successivo. E tra quattro giorni – mi riferisco alla media borghesia, se ancora possiamo definirla così –  nonostante la crisi si ripeterà questo spettacolo: in apparenza allegro e divertente, in realtà grottesco e malinconico.

 

NATALE NEGLI STATI UNITI

Grazie a un ottimo articolo di Giulia Crivelli sul “Sole 24 ore”, ho appreso con curiosità come stanno le cose negli Stati Uniti, patria del consumismo. 
Il 60% degli americani compra i regali e le decorazioni natalizie in novembre, il 21% in ottobre, il 18% addirittura in settembre e solo l’1% a dicembre…  La spesa media pro capite per il 2018 è stimata in oltre mille dollari (+4-5% sul 2017), più del triplo della media europea (circa 300 euro)… Si spende meno per il cibo, più per regali e addobbi vari.