UNA INDISCREZIONE AL GIORNO... A CHI PIACE L’ALITALIA?

“L’unica compagnia aerea che ha ufficialmente confermato un interesse «per un’Alitalia ristrutturata e sulla base di un consorzio» è l’inglese Easyjet. Restano però della partita, secondo Andrea Ducci del CdS, anche Lufthansa e gli americani di Delta. Alla fine del mese scadono i termini sia per la procedura di vendita, sia per la cassa integrazione straordinaria del personale della compagnia aerea. I sindacati sono stati convocati al ministero del Lavoro per venerdì.” (“Anteprima” di Giorgio Dell’Arti).

OGGI VI DICO CHE... I RITRATTI

“Il talento è l’audacia, lo spirito libero, le idee ampie.” (Anton Cechov)

“Vedere con gli occhi di un altro, ascoltare con le orecchie di un altro, e sentire con il cuore di un altro.”
(Alfred Adler, psichiatra austriaco)

“Il ritratto che faccio meglio è quello della persona che conosco meglio.” (Nadar, fotografo francese)

“Un vero giornalista: spiega benissimo quello che non sa.” (Leo Longanesi)

“Se non respiri attraverso la scrittura, se non piangi nello scrivere, o canti scrivendo, allora non scrivere, perché alla nostra cultura non serve.” (Anaïs Nin)

ATTUALIZZANDO... GLI “INCONTRI” DI MONTANELLI

Nei ritratti di Indro Montanelli vedo una qualità ineguagliata. E non sarà facile in futuro, per un giornalista italiano, emularla. Sto rileggendo con ammirazione i suoi celebri “Incontri” che Indro pubblicò sul Corriere della sera, oggi fortunatamente riediti in un libro Rizzoli.

 

 

 

SE PUÒ BASTARE UN’IDEA...

Mi tornano in mente ricordi, rimpianti, nostalgie. Senza enfasi, ritengo che la grandezza montanelliana sia insuperabile. Non solo nei ritratti, intendiamoci: anche gli editoriali sono inimitabili. Una volta Indro mi disse: “Non bisogna strafare: ci vuole un’idea - un punto di vista, un’opinione - e può bastare, ma poi occorre scriverla, esporla con chiarezza”. Una sola idea, mai intrecciarne più di una, nessuna superbia intellettuale, linguaggio comprensibile per tutti.

 

SEMBRA SEMPLICE...

Sembra semplice, no? Eppure... Di celebri giornalisti ne ho conosciuti tanti, non farò nomi (anche perché troppe volte li ho fatti): il nemico incazzoso delle frasi fatte, il sommo titolista, il cultore dei fatti separati dalle opinioni, l’amico di tutti, il nemico di tutti, i fondatori, quello che “lei non sa chi sono io”, l’istrione e il beone, quello nato dirigente, quello che mescolava gossip e astuzia politica... Ma Montanelli resta unico.

 

 

 

LA NOSTALGIA E IL RIMPIANTO

La nostalgia (perchè ero molto giovane, più di quarant’anni fa) è per quel remoto anno in cui Montanelli mi diede, per Il Mondo, un’intervista che provocò il suo clamoroso licenziamento da via Solferino. Il rimpianto: non aver mai lavorato con lui.

 

 

 

DA ROBERTO ROSSELLINI...

Quanto ai ritratti, centellinerò la (ri)lettura. Per ora, vi dico: molto divertente quello di Roberto Rossellini, in procinto di realizzare un film in India, tormentato ma anche compiaciuto - a cena - da dubbi bizzarri e capricciosi. Con un continuo intercalare con la Bergman, sua celebre compagna: “Vero, Ingrid?”...

 

 

 

...A EUGENIO MONTALE

Ed è semplicemente favoloso il ritratto di Eugenio Montale, ch’era poi il suo dirimpettaio di scrivania al Corriere. Il grande poeta riteneva, a ragione, di essere un ottimo baritono. E quando improvvisava interi pezzi di lirica a memoria dalle stanze del Corriere accorrevano, direttore compreso, i giornalisti stupefatti a sentirlo. Lirica a parte, scrive Montanelli, Montale ti fissava sempre con occhi impenetrabili, e non si capiva se fosse una carezza affettuosa o l’intenzione di ucciderti al più presto.

 

cesare@lamescolanza.com


UNA INDISCREZIONE AL GIORNO... DELLA LOGGIA INESORABILE

Da Anteprima di Giorgio Dell’Arti ho appreso che Ernesto Galli della Loggia ha contato i seguenti errori nel romanzo “M” di Scurati: aver attribuito a Carducci invece che a Pascoli l’espressione, coniata per l’Italia, «la grande proletaria»; aver chiamato «professore» Benedetto Croce, «che per tutta la vita gratificò di tutto il disprezzo immaginabile l’Università e i suoi professori, che fu l’antiaccademismo vivente»; aver sbagliato la data di Caporetto, aver scritto che Antonio Salandra «porta sulla coscienza sei milioni di morti» per aver deciso l’entrata in guerra, aver definito Gramsci un «politologo», aver scritto che alla Scala nel 1846 lavoravano degli elettricisti e che nel 1922 al Viminale «ticchettavano le telescriventi», aver qualificato monsignor Borgongini Duca come «ambasciatore inglese presso la Santa Sede», aver citato una lettera di Francesco De Sanctis datandola 17 novembre 1922, quando De Sanctis avrebbe avuto 105 anni. Vi sarebbero altri svarioni «ma non mi sembra il caso di pignoleggiare». Ne segue, bocciatura per lo scrittore, anatema sugli editor, che hanno passato il testo senza minimamente controllarlo, e sui critici che, esaltando il libro, non si sono accorti di niente.
A Ernesto Galli della Loggia ho spesso rimproverato, e mi scuso per l’impertinenza, l’esagerata lunghezza dei suoi editoriali. Ma questa volta, come si dice, chapeau! Non c’è niente di più fastidioso delle sciatterie.

OGGI VI DICO CHE... L’EMOZIONE

“La musica è la stenografia dell’emozione.” (Leo Tolstoj)

“Dopo il silenzio, ciò che meglio descrive l'inesprimibile è la musica.” (Aldous L. Huxley, scrittore britannico)

“La musica è l’arte che è più vicina alle lacrime e alla memoria.”
(Oscar Wilde)

“Non dimentichiamo che le piccole emozioni sono i grandi capitani della nostra vita e che obbediamo a loro senza saperlo.” (Vincent Van Gogh)

“La musica ha un grande potere: ti riporta indietro nel momento stesso in cui ti porta avanti, così che provi, contemporaneamente, nostalgia e speranza.” (Nick Hornby)

ATTUALIZZANDO... “MAMMA MIA!”

A teatro ho assistito con grande emozione a “Mamma mia!”, e vi spiego perché. Spero proprio, miei cari lettori, che avrete la pazienza di seguirmi in questa stravagante nota che vi dedico oggi. Ci conto. Cerco comprensione. Ho fiducia nella vostra sensibilità.

 

 

ADORO GLI ABBA...

In breve: a Roma, al teatro Sistina, c’era la prima (seconda stagione) di “Mamma mia!”. Adoro gli Abba, da sempre, e tuttavia l’anno scorso (successo eccezionale, teatro sempre esaurito) non ero riuscito ad assistere allo spettacolo. E non me lo ero perdonato. Perciò quest’anno mi sono subito precipitato al Sistina, con mia moglie e le nostre due figlie.

 

 

 

L’ENTUSIASMO DEL PUBBLICO...

Pienone, pubblico entusiasta, show applauditissimo. A voler trovare un paio di riflessioni critiche, tanto per non essere solo celebrativo, a mio gusto avrei evitato di tradurre in italiano le famose canzoni e avrei tagliato un quarto d’ora, superfluo, del copione. Per il resto, tutto memorabile: la regia e l’allestimento di Massimo Romeo Piparo, ottimi Luca Ward e gli altri attori protagonisti, le scene, le coreografie.

 

ED ECCOMI AL PUNTO...

Ma vengo, finalmente, alla domanda conclusiva: un po’ di residuo pudore mi ha, finora, trattenuto. Il punto è che (alcuni lettori forse lo ricorderanno) ho dato disposizione, già da tempo, affinché alla fine del mio funerale - quando sarà - si suoni e si canti “Mamma mia!”, la canzone più celebre degli Abba.

 

 

 

 

CONFESSO IL MIO CORDOGLIO (PER ME STESSO)

Perciò l’altra sera, vedendone e ascoltandone l’esecuzione, mi bastò un pizzico di fantasia per immaginare di assistere alle mie esequie. Mi sono divertito ed emozionato. Anzi, a dirla tutta, a un certo punto mi sono perfino commosso, con sincero cordoglio per la mia scomparsa.

 

 

 

COMPRENSIONE O PSICANALISI?

Vi chiedo: è accettabile, è normale? Oppure mi consigliate di andare da uno psicanalista, ovviamente uno bravo? Ho scommesso, con amici che mi conoscono! Vi prego perciò di rispondermi, schiettamente.

 

 

 

 

 

cesare@lamescolanza.com


UNA INDISCREZIONE AL GIORNO... DA SALÒ AI VITALIZI

È nota la polemica sulla costituzionalità e la liceità del taglio dei vitalizi. L’ultima stroncatura è arrivata da Cassese: "Misura illegittima e ingiusta". Per il presidente emerito della Corte Costituzionale il provvedimento è a rischio bocciatura da parte della Consulta. E Huffington Post: “Solo nella Republichetta di Salò fu varata una legge retroattiva per fucilare coloro che il 25 luglio 1943 avevano tradito il Duce e l'Idea".

OGGI VI DICO CHE... LA PENA DI MORTE

“Nessuno, dinanzi alla giustizia o al nemico deve star lì a escogitare i mezzi per sfuggire, a tutti i costi, alla morte.” (Socrate)

“Pochi sono gli uomini che sanno andare a morte con dignità, e spesso non quelli che ti aspetteresti.” (Primo Levi)

“Il criminale, nel momento in cui compie il delitto, è sempre un malato.”
(Fëdor Michajlovič Dostoevskij)

“Chi commette un'ingiustizia è sempre più infelice di quello che la subisce.” (Platone)

“La pena capitale sarebbe più efficace come misura preventiva, se fosse somministrata prima del crimine.”
(Woody Allen)

ATTUALIZZANDO... HO CAMBIATO IDEA

Sono favorevole alla pena di morte per alcuni delitti imperdonabili. Penso che per alcuni delitti sarebbe una giusta legge, non peserebbe sulla mia coscienza. In vecchiaia ho cambiato idea su questo terribile argomento, e voglio dichiararlo con angoscia e sincerità.

 

 

 

MAURO RAFFO HA SCRITTO...

Mi dà lo spunto Mauro della Porta Raffo, che ha scritto: “Sono assolutamente favorevole alla pena di morte. Non alla sua applicabilità. Troppi gli errori, evidentemente irrimediabili. Spero, confido al riguardo nella scienza e nella tecnica. Giorno verrà, infatti, nel quale scientificamente e tecnicamente sapremo con certezza di applicarla al vero responsabile del reato del quale è giusta e necessaria conseguenza.”

 

MA NON È COSÌ...

Mi dispiace contraddire il mio caro amico Mauro. Ci sono decine di spaventosi delitti, in cui le responsabilità sono accertate, senza possibilità di errore, neanche di dubbio, di un minimo dubbio. Negli anni settanta condividevo l’opinione del mio direttore Piero Ottone, contrario all’uso della parola “mostro” nei titoli e nei testi del giornale: “In una società civile, i mostri non esistono. Esistono persone malate, che vanno curate oltre ad essere punite e condannate, secondo le leggi.”

 

GUERRE, TERRORISMO, DELITTI FEROCI

Ebbene, ho cambiato idea. Guerre, terrorismo, cronache di mostruosi, feroci delitti: i responsabili spesso sono individuati con certezza totale. La pena di morte in Italia fu abolita la prima volta in Toscana nel 1786 e successivamente nel Regno d’Italia, nel 1889, e poi reintrodotta, nel 1930, durante il fascismo. È vietata, nella nostra Costituzione, dal 1948 (ultima esecuzione nel 1947, a Torino).

QUANDO C’È CERTEZZA E NON ESISTONO ATTENUANTI

La mia convinzione oggi è che la legge andrebbe ripristinata, quando le responsabilità siano indiscutibilmente verificate e accertate, per quei delitti ai quali non sia possibile concedere la pur minima attenuante. Quali? Purtroppo sono sempre più numerosi, ogni giorno o quasi giornali e telegiornali ci danno informazioni precise. Sconvolgenti. E inoppugnabili.

 

 

cesare@lamescolanza.com


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