UNA INDISCREZIONE AL GIORNO…. IL PAPA NON PARLERÀ

In Vaticano ci sono contrasti anche su questo: Francesco è tenuto a parlare in prima persona sullo scandalo della pedofilia nella Chiesa, oppure no. Prevale l’opinione che le risposte debbano essere lasciate (come già sta succedendo) ad alti prelati. Il Papa non parlerà. Giusto o no, si vedrà. Ma il silenzio ci sarà.

OGGI VI DICO CHE… LA FEDE

“Che cos’è l’uomo più felice senza la fede? Un fiore in un bicchiere d’acqua, senza radici e senza durata.”
(Camillo Benso, Conte di Cavour)

“La fede nasce dalla ragione che dubita di se stessa.”
(Roberto Gervaso)

“Una fede: quanto è di più necessario all’uomo. Disgraziato colui che non crede in nulla.”
(Victor Hugo)

“O si pensa o si crede.”
(Arthur Schopenhauer)

“Se la fede non facesse felici, non sarebbe creduta: quanto poco essa varrà dunque!”
(Friedrich Nietzsche)

 

ATTUALIZZANDO…È UN DONO CHE NON POSSEGGO

La fede è preziosa per chi la possiede, ma mi è impossibile credere, razionalmente. Sono convinto che essere credenti, ispirati da una sincera fede, è una qualità preziosa per affrontare le scomodità della vita. Gianni Romolotti, lettore fedele, e amico, mi stuzzica ancora sulla mia ostilità alle feste: lascio perdere, credo che l’insistenza annoierebbe chi ci segue con pazienza. Però gli rispondo sulla fede.

 

E DICO AHIMÈ…

Romolotti è uno che non molla mai, non accetta che io non abbia il dono della fede e, soprattutto, che dichiari, ahimè, di esserne del tutto privo. Pensa che in realtà io creda senza sapere di credere: sarei insomma credente a mia insaputa. Ecco dunque le mie riflessioni.

 

 

E APPARTENGO PERFINO A UNA FAMIGLIA RELIGIOSISSIMA

Scrivo “ahimè” perché – insisto – considero la fede un grande dono: è un prezioso sostegno quando si affrontano le difficoltà della vita, le disavventure, i drammi e le tragedie. Non è facile, senza fede, sopportarne il peso, soli con noi stessi. Appartengo a una famiglia molto religiosa, direi autocriticamente anche bigotta: un mio zio fu arcivescovo, stimatissimo, a Reggio Calabria. Idolatrato dalla mia famiglia. Ero amico di molti grandi sacerdoti e di due cardinali, Giuseppe Siri ed Ersilio Tonini, con cui ebbi civilissimi confronti in una stagione di “Domenica in”.

SIRI, TONINI E IL CONFRONTO SU MIA MADRE

A Tonini e a tutti coloro ch’erano desiderosi di convertirmi dicevo che, razionalmente, non riesco a credere in un Dio responsabile di aver creato un mondo pieno di orrori, ingiustizie e disuguaglianze. A Tonini dissi una volta che mia madre, paralizzata da tanti anni e priva della pur minima lucidità, non riusciva a morire. Gli dissi che provavo il rimorso di averla lasciata per anni a irrimediabili sofferenze, il rimorso acuto di non averla aiutata, quando la vegliavo: sarebbe bastata una carezza per impedirle di respirare. Con la prontezza che distingue le grandi personalità, Tonini replicò: “Se lo avessi fatto, oggi avresti un rimorso ben più pesante”.

SE POTESSI AVERE FEDE…

Concludo: sinceramente, mi piacerebbe trovarla, la fede. I comportamenti del pontefice certo non mi aiutano. Comunque sia, ora che sono in età avanzata, non vorrei approdare alla fede solo per paura dell’ignoto e dell’aldilà: come (capisco, ma non mi piace) succede a molti, alla vigilia del momento estremo.

 

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