RICORRENZE. NATI IL 20 OTTOBRE

Romeo Benetti, Paolina Bonaparte, Danny Boyle, Sabino Cassese, Gino Castaldo, Fabio Cudicini, Piercamillo Davigo, Mattia De Sciglio, Luigi Lo Cascio, Marcello Maddalena, Stefano Pioli, Claudio Ranieri, Arthur Rimbaud, Giancarlo Santalmassi, Lucio Stanca, Raffaello Tonon, Mara Venier.
MORTI: Muammar Gheddafi, Herbert Hoover. Burt Lancaster.

 

POESIE… I LIBRI E I POETI

“A tutti i giovani raccomando:
aprite i libri con religione,
non guardateli superficialmente,
perché in essi è racchiuso
il coraggio dei nostri padri.
E richiudeteli con dignità
quando dovete occuparvi di altre cose.
Ma soprattutto amate i poeti…”
(Alda Merini)

LAURETTA, LE DONNE DELL’ARTE

di Annalena Benini

Lauretta Colonnelli, giornalista culturale e autrice di molti saggi sull’arte, ha indagato, ricostruito, scoperto l’identità delle donne che ci guardano dai quadri, ha raccontato il motivo drammatico dei famosi ritratti che Matisse fece di sua figlia Marguerite, sempre con un collarino nero al collo che serviva a nascondere qualcosa, e ha mostrato l’importanza che queste storie, e queste donne, hanno avuto nell’arte dei loro padri, mariti, compagni, amanti. A volte erano sorelle, madri, altre soltanto modelle, o ossessioni, e anche una bambina può diventare una modella e un’ossessione.
Lucrezia Buti era una monaca ventenne, modella del frate pittore Filippo Lippi per Madonne e sante (la meravigliosa e malinconica Madonna col Bambino e due angeli), e per la Salomè che danza sulle pareti del Duomo di Prato. Lui la rapì dal convento ma non volle mai sposarla, ebbero due figli. Lauretta Colonnelli ha restituito vita, sentimenti e identità, anche rabbia e frustrazioni, a queste donne rese eternamente famose e mute. E al turbamento, anche alla paura delle bambine in fiore ritratte da John Everett Millais: i genitori non sembravano preoccuparsi della fascinazione e dell’ossessione erotica di questi uomini adulti per la nudità di bambine di pochi anni. Adesso, guardando i quadri, conosciamo meglio l’attimo in cui l’innocenza è stata sacrificata, e possiamo perfino sentire i loro pensieri, la loro impossibilità di dire: no. Abbiamo il dipinto, abbiamo la storia, abbiamo il mondo interiore: quel quadro adesso è molto più di un quadro, e soprattutto è molto più dell’artista che l’ha dipinto.
Di Josephine Hopper, sua moglie, Edward dipinse un solo ritratto, nel 1936, di profilo, con il braccio sollevato: Jo che dipinge. Jo era una pittrice. Ma nel ritratto il suo dipinto non compare, lui le negò quell’atto anche nella vita e lei, rabbiosamente, ma fedelmente, gli fece da modella molte volte, anche in età avanzata, camminando avanti e indietro nuda sui tacchi alti nello studio. Jo definiva suo marito “sadico”, e spesso, racconta nei diari, venivano alle mani. «Non vuole che io abbia nessuna scintilla, nessun impulso o come diavolo si chiama; sempre debole, immatura, insignificante.
Lei, che era più istruita, più colta, più determinata, si annullò per lui e da lui fu a poco a poco annullata. «Che cosa terribile se non sarò più un’artista! Mi sento completamente sterile, come se non dovessi dipingere mai più. Ecco cosa succede quando ti lasci convincere a fare la gelatina di prugne! Che poi neppure si rapprende».
Lui non voleva che lei guidasse l’automobile, non voleva che avesse successo come pittrice, anzi la canzonava e la umiliava, e quando in un raro momento di buonumore lei gli chiese: «Non è bello avere una moglie che dipinge?», lui rispose: «Fa schifo».
Non rivelerò chi era Medusa del Bernini e perché aveva quell’espressione, e perché sentiva le ciocche dei capelli rizzarsi sulla testa, e perché Bernini era così pazzo di gelosia e voleva ammazzare suo fratello con la spada a Santa Maria Maggiore, ma vi basterà leggere Le muse nascoste.

LE AMBIZIONI DI LETTA E SASSOLI

Quirinale: Enrico Letta e David Sassoli avrebbero rifiutato la candidatura a sindaco di Roma perché sperano di essere eletti presidenti della Repubblica [Salvatore Merlo, Il Foglio].

 

 

 

OGGI VI DICO… L’IRONIA

“Non con l’ira ma col riso s’uccide.” (Friedrich Wilhelm Nietzsche)

“È dall’ironia che comincia la libertà.” (Victor Hugo)

“Per raccontare gli uomini, questi bizzarri animali che fanno ridere e piangere insieme, bastano due sentimenti che in fondo sono due ragionamenti: la pietà e l’ironia.” (Oriana Fallaci)

“L’ironia irrita. Non perché si faccia beffe o attacchi, ma perché ci priva delle certezze svelando il mondo come ambiguità.” (Milan Kundera)

“Senza ironia, il mondo sarebbe come una foresta senza uccelli.”(Anatole France)

IL TALENTO DI ALFREDO CERRUTI

In ricordo di Cerruti, gran giocatore di poker, bevitore di vodka e autore geniale in tivu.
Alfredo Cerruti, se potesse, riderebbe dei necrologi scritti per ricordarlo dopo la sua morte (a 78 anni, dieci giorni più anziani di me). Non propongo mai come scommesse, su La Veritá, i miei addolorati ricordi, quando muoiono personaggi importanti che furono miei amici. Ma per Alfredo non sarebbe giusto: amava scommettere e giocare d’azzardo e si dispiacerebbe, se non lo scrivessi.

DI MINA, EX FIDANZATA , NON VOLEVA PARLARE MAI

Quando entrai a far parte del “gruppo di autori e di lavoro di “Domenica in”, fu l’unico ad accogliermi con simpatia. Sapeva della nostra comune passione per il gioco e cominciò a raccontarmi di favolose partite a poker in Versilia, alla Capannina, con personaggi come Adriano Celentano e Mina (di cui non parlava mai perché aveva avuto con lei una lunga e intensa relazione sentimentale). Parlò di rilanci di decine di milioni, compiaciuto per la mia meraviglia. Ma alla fine mi disse:
“Per fortuna, c’era l’abitudine di non pagarci…”.

LE MANCE AL CASINÒ DI SANREMO…

Mesi dopo, a Sanremo per il Festival, ogni notte eravamo al casinò, compagni e soci al tavolo di chemin de fer. Avevamo una fortuna sfacciata e lui si divertiva a lanciare in aria rumorosamente ai valletti, come mancia, gettoni di valore. Il capo croupier lo ammonì e gli disse di non farlo. Lui si scusò, compunto, poi estrasse dal taschino una fiscia da un milione e disse: “Una curiosità. Adesso la lancio a lei come mancia e lei cosa fa? La lascia cadere per terra e mi sgrida, oppure se la mette in tasca?” Risate generali.

UNA BOTTIGLIA DI VODKA

Alfredo era ironico, impertinente, irresistibile. Simpatico! Un’altra volta venne a casa mia per un poker e mi raccomandò di fargli trovare una bottiglia di vodka, la sua preferita (se la scolò tutta). In bluff, sparai una cifra fortissima e lui, impassibile, venne a vedere il mio punto. Non aveva quasi nulla, ma io meno di lui. E vinse il piatto, sempre impassibile. E come autore tivu? Un genio, sempre in tandem con Ugo Porcelli. Ne parlerò ancora.

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