OGGI VI DICO CHE… IL POKER

“Il destino mischia le carte, l’uomo gioca la partita.” (Victor Hugo)
“Con le carte in mano, tutti gli uomini sono eguali.” (Nikolaj Gogol)
“Si scopre più di un uomo in un’ora di gioco che in un giorno di conversazione.” (Platone)
“Un dollaro vinto è due volte più dolce di un dollaro guadagnato” (Paul Newman)

ATTUALIZZANDO… L’EUROPA CI PRENDE A SCHIAFFI

Prenderemo ancora molti schiaffi (gli ultimi, da Francia, Spagna e Austria) dall’Europa, se il nostro governo non cambierà atteggiamento. Ormai la partita che si gioca tra noi e la UE assomiglia sempre di più a un tavolo verde in cui si danno le carte, per una sfida a poker. E i miei lettori più affezionati sanno che ho qualche competenza, nel gioco delle carte.

.

.

A POKER, UNO SLOGAN VECCHIO E SAGGIO

Mi permetto dunque di ricordarvi che un vecchio slogan del poker ammonisce: se entro un paio di ore non avete capito chi siano i polli al tavolo, vuol dire che i polli siete voi. Per gli accordi economici e – drammaticamente, in questi giorni – per le migrazioni, altro che due ore! Passano gli anni e siamo puntualmente sconfitti, non solo polli perdenti, ma anche mortificati. Qualcuno dice: bisognerebbe farsi valere, sbattere i pugni sul tavolo. Basterebbe? Saremmo credibili?

.

.

IL RILANCIO È IL MIO CONSIGLIO

Memore del poker, il mio consiglio è diverso: le lagne non servono a niente, fanno godere di più gli avversari vincenti. Dunque è arrivato il momento di un energico “rilancio“, di un secco ultimatum: cara Europa, vi diamo una settimana per decidere; o ci aiutate – com’è giusto, indiscutibilmente – concretamente; oppure usciremo dall’Europa. Un bluff ingenuo?

.

.

E NON È UN BLUFF

Non credo proprio che sarebbe un bluff. Ci consentirebbe finalmente di verificare in quale considerazione sia tenuta l’Italia. Se – come credo – l’Italia è un Paese importante, forse indispensabile, nella cornice europea, otterremo ciò a cui abbiamo diritto. Se invece non contiamo nulla, o l’Europa pensa di non aver bisogno di noi, che senso avrebbe, restare agganciati a una finta Unione, che ci chiede solo sacrifici e non ci dà la minima solidarietà per la tragedia dei migranti, che si riversa su di noi solo per una questione geografica?

.

UN ASSE OPPOSTO A GERMANIA/ FRANCIA

È arrivato il momento di vedere le carte e misurare le forze, senza paura, magari cercando di stabilire un asse strategico con i Paesi più ragionevoli: da contrapporre al dominio franco tedesco, in cui siamo trattati come vassalli. O come polli al tavolo da poker, se preferite.

.

.

cesare@lamescolanza.com

06/07/2017