OGGI VI DICO CHE… LA GIUSTIZIA NON È UGUALE PER TUTTI

“È facile essere buoni. Difficile è essere giusti.” (Victor Hugo)
“Giustizia ritardata è giustizia negata.” (Montesquieu)
“La Giustizia può essere cieca; ma che olfatto! Riconosce le classi sociali a chilometri di distanza” (Millor Fernandes)
“Mi ricordo quando ‘legale’ si riferiva a una cosa di giustizia, ora significa un certo tipo di scappatoia.” (Charles Whiting)
“Se talvolta inclinassi la bilancia della giustizia, fa che ciò avvenga non sotto il peso dei doni e dei favori, ma per un impulso di misericordia.” (Miguel de Cervantes)
“Se credi di andare in tribunale e trovare giustizia, allora puoi anche andare dal fotografo e farti levare un dente.” (Pitigrilli, pseudonimo di Dino Segre, è stato uno scrittore e aforista italiano)

ATTUALIZZANDO… TRA CASTA E POPOLO

La spaccatura tra la Casta e il popolo degli scontenti si aggraverà ancora, giorno dopo giorno. Quando scrivo “popolo degli scontenti”, mi riferisco agli italiani disgustati, che non votano più (come me) e anche a quelli che votano ed esprimono la loro scontentezza, in vario modo.

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IL PESSIMO RUOLO DEI MASS MEDIA

Gran parte della responsabilità, a mio sommesso parere, dev’essere attribuita a quei mass media, in maggioranza – giornali, telegiornali, talk show – che non danno voce quasi mai alle opposizioni, agli italiani scontenti. Mi è stato detto: non è vero, l’opposizione è sempre rappresentata. Mi dispiace dirlo, ma a me non sembra. Giornali e telegiornali (non tutti, ripeto, ma in stragrande maggioranza) trasmettono e impongono la versione ufficiale e raccolgono le opinioni di chi è fuori dal coro: lo fanno in modo avaro, contenuto e vigilato; e comunque solo tra coloro che fanno parte del Sistema, chiamiamolo così.

IL PEGGIO È NEI TALK SHOW

Quanto ai talk show, peggio mi sento: oppositori e dissidenti si mescolano con i governativi e con i personaggi di Casta ed elite, e cosa succede? Abbiamo tutti sotto gli occhi due tipi di scene: o si azzuffano straparlando, sovrapponendosi con strilli e grida sempre propiziati da chi conduce; oppure ridacchiano, si scambiano battute, frizzi e lazzi – sempre con la compiacenza di conduttori e conduttrici – facendo sprofondare argomenti seri in un’atmosfera da bar, da commedia all’italiana.

MEZZA ITALIA SENZA VOCE

L’Italia emarginata non c’è: quella senza lavoro né sostegno, quella oltraggiata e penalizzata da leggi e consuetudini che la affliggono, servizi pubblici che non funzionano, giustizia che non è uguale per tutti. Questa Italia – mezza Italia – non appare quasi mai, non ha voce, né attenzione né rappresentanza. Quando è accolta, i giornali e i telegiornali e, peggio ancora, i talk show la trattano come fosse un fenomeno esagerato, da baraccone, da circo. Quosque tandem? (Fino a quando?)

LA GIORNALISTA DEL “FATTO”…

Stamattina ho assistito a un divertente episodio, seguendo “Coffee break” (chissà perché non la chiamano “Pausa caffè”?) su La 7. Il conduttore è Andrea Pancani, uno dei migliori, misurato ed equilibrato. Purtroppo, da un po’ di tempo anche lui cade nella tentazione di voler imporre le sue opinioni, sovrapponendosi a quelle degli ospiti, nel dibattito. E all’occorrenza un altro vizietto: interrompere bruscamente un intervento scomodo, chiamando la pubblicità. Stamattina però l’ospite stoppata era Veronica Gentili de “Il Fatto quotidiano“, una tosta, autorevole, disinvolta. E il divertimento è stato questo. Alla chiamata della pubblicità, la Gentili (che stava svolgendo un’analisi politica acuta) ha detto: “Lo sapevo io…”. Pancani: “Dopo la pubblicità, ti restituirò la parola”. Gentili: “Non credo, dite sempre cosi…” E dopo la pubblicità Pancani puntualmente prova a cambiare argomento. E là Gentili: “Te lo avevo detto…!” Pancani si è arreso e la giornalista del “Fatto” è riuscita a concludere il suo ragionamento. Brava. Ho sempre pensato che gli ospiti dei talk sono troppo remissivi verso conduttori e conduttrici.

cesare@lamescolanza.com

05/05/2017