OGGI VI DICO CHE… MISTIFICAZIONE, UNA CATTIVA SCIENZA

“Anche se la capacità di imbrogliare è segno di acutezza e di potere, l’intenzione di imbrogliare è senza dubbio segno di cattiveria e debolezza”(Cartesio)
“Mistificazione. La professione dei politici,  la scienza dei medici, la sapienza dei recensori, la religione dei predicatori di successo: in una parola, il mondo.”(Ambrose Bierce)

ATTUALIZZANDO… MISTIFICAZIONI / 1. DUE ACCUSE INGIUSTE A TSIPRAS

TsiprasSulla Grecia, ovviamente, come su tutto, ognuno ha diritto di pensarla come vuole ed esprimersi a favore di Tsipras, o con ostilità. E il dibattito mi sembra violento e confuso. Socrate, cioè il nostro movimento di opinione intitolato al grande filosofo, ama e accetta il confronto. Sommessamente, vorrei quindi dire che almeno due accuse a Tsipras mi sembrano immotivate e ingiuste. Cioè, frutto di una mistificazione. La prima: il premier è al governo da sei mesi, prima era sempre all’opposizione, non può quindi essere correttamente considerato responsabile del debito accumulato da chi ha precedentemente gestito – in modo disastroso – il suo Paese. La seconda: Tsipras non ha chiesto sfacciatamente altri prestiti, ma solo tempi ragionevoli per pagare quanto dovuto e tagli (non solo per sé, ma per tutti) degli interessi, da usurai, che perseguitano la Grecia. E anche altri Paesi, in primis l’Italia! Perciò ho scritto che mi sarei comportato, io come ogni buon padre di famiglia in condizioni analoghe, esattamente come Tsipras. Quanti sanno che il bilancio del nostro Stato sarebbe eccellente, forse in attivo, al netto degli interessi che ci strozzano. Andando avanti così, quando e come potremo uscirne? I Paesi deboli sono obbligati a chinare la testa: anche Tsipras, così sembra, lo sta facendo. Ma non è lui che vorrebbe prestiti. E’ l’Europa (alias la Germania, che la fa da padrona), a voler concederglieli, come unica iniziativa, e il sospetto è che, così facendo, e scusate il francesismo, tiene per le palle la Grecia, devastata dagli interessi (e anche la nostra Italia, ahimè).

MISTIFICAZIONI / 2. LA RAI NON E’ AFFATTO FRAGILE

Rai logoVi debbo una confidenza. Non ho competenza tale da poter fare questa valutazione, l’ammetto e me ne scuso. Però, ho grande stima per un manager preparato, esperto, documentato. Non ne faccio il nome perché il dibattito sul futuro della Rai si sta facendo furente (ovviamente per l’interesse di tutti alle nuove nomine) e non vorrei metterlo in difficoltà, inducendo qualcuno a sospettare, maliziosamente, che all’argomento esista anche un suo diretto interesse (e non è così). Faccio mia, dunque, la sua inaspettata valutazione: la Rai è una delle aziende più forti e solide non solo in Italia, ma anche in Europa, sono strumentali le accuse sulla sua presunta inconsistenza finanziaria, sulla struttura, sullo stato economico. In fiducia, e anche per avere la possibilità di trasmettere una volta tanto una buona notizia, mi associo.

RAI FUTURIBILE / SI CHIAMA SECONDINA LA FARINA DEL SACCO DI NOVARI

dina-raveraSapete bene che uno dei candidati più forti alla poltronissima di leader della nuova Rai è Vincenzo Novari, di H3G: soprattutto se Renzi dovrà negoziare la scelta, e dunque se dovesse profilarsi un ritorno al Patto del Nazareno! Novari raccoglie apprezzamenti sia da parte del premier e del team a lui vicino, sia da parte di Berlusconi e in Forza Italia. Ho raccolto un’informazione interessante. Nella sua azienda, Novari non sarebbe considerato un campionissimo di dedizione al lavoro, inteso come fatica quotidiana, ma è ottimamente sostenuto, nella direzione, dall’opera preziosa – e oscura – di Secondina Ravera, detta Dina. Ho accertato, cercando sul web, che la Ravera è nata a Cuneo nel 1966 (potrebbe essere mia figlia, è coetanea della mia primogenita), è laureata in ingegneria elettronica presso il Politecnico di Torino, con un master presso l’INSEAD di Fontainebleau e una decennale esperienza all’interno di McKinsey & Co. E’ entrata in H3G nel 2001 come responsabile del program management (2001-2003), successivamente direttore marketing (2003-2004). Da novembre 2004, è Chief Operating Officer, nel marketing, definizione dell’offerta, vendite, gestione della base clienti e Customer Relationship Management. Ed è membro del consiglio di amministrazione. Non la conosco, ma presumo che sia una (per fortuna, tantissime) persone, che all’ombra di manager più noti e sempre in prima fila, lavorano da mane a sera, a tutto campo. Dunque. Se davvero Novari dovesse saltare sul Cavallo, è augurabile che sia seguito dalla sua Secondina.

CORRIERE MERCANTILE/ FORZA MIMMO, FORZA RAGAZZI: CE LA FARETE

Corriere MercantileIl Corriere Mercantile verso la chiusura. Una prima pagina bianca con un solo titolo: «Così muore un giornale». Si è presentato così in edicola il Corriere Mercantile, il quotidiano genovese nato nel 1824 e oggi edito dalla cooperativa «Giornalisti e poligrafici», che nel 1979 ne aveva rilevato la testata. «Siamo quasi arrivati alla fine, i nostri sacrifici sembrano destinati a fallire», ha scritto il direttore e presidente della cooperativa Mimmo Angeli (il direttore italiano più longevo, al Mercantile fin da ragazzo). Sono vicino ai colleghi del Mercantile (che fu il primo giornale a pubblicare un mio pezzo, quando avevo 14 anni, nel 1956) e spero che riescano a salvare questa storica testata. A Genova ho diretto (da vice, con l’editore Sandrino Perrone) il Secolo XIX, successivamente per due volte il Lavoro. Insomma, conosco bene i giornali genovesi e Genova. Quando temerariamente andai a dirigere il Lavoro per la seconda volta, accettando di esserne anche editore, e mi ci rovinai, un manager genovese molto intelligente, Titti Oliva, mi disse: “Genova è una città particolare, cinica, avara e paziente. In qualsiasi altra città ti avrebbero stroncato le gambe subito, oppure qualcuno ti avrebbe aiutato a fare l’editore, con maggior forza economica. A Genova, hanno aspettato che le tue risorse si consumassero, stando alla finestra.” Credo che più o meno, la stessa sorte sia stata riservata al Mercantile… Mimmo Angeli, con la sua infinita passione, e i suoi bravi giornalisti sono riusciti a sopravvivere, superando tante difficoltà. Spero che ce la facciano, anche questa volta. E’ incredibile che una (ex?) grande città come Genova abbia il principale giornale, il Secolo XIX, orientato ad adattarsi alla supremazia di casa Agnelli e a “La Stampa”, e ora assista, questa incredibile e meravigliosa città, al rischio di chiusura di un giornale piccolo, importante e indipendente, come il Mercantile. E il Lavoro, il giornale storicamente socialista e legato alla figura di Sandro Pertini che ne fu direttore per decenni, da molti anni è un supplemento de La Repubblica, che socialista certamente non è. Considero Genova la mia città adottiva, in cuore mi sono rimaste le esperienze al “Decimonono” e poi al Lavoro. Formidabili quegli anni! Indimenticabile la splendida direzione di Piero Ottone, prima che spiccasse il volo per dirigere il Corriere della Sera. Mille ricordi, infinita nostalgia, anche alcune ferite. Oggi, con malinconia, devo assistere al dramma del Mercantile: se potessi, farei qualsiasi cosa per dare un aiuto; purtroppo è l’impotenza a provocare le sofferenze maggiori.

CARA RAI, L’ISPIRAZIONE ME LA DAI?

RaiVi ho già informato che sto ultimando un libro dedicato ai personaggi (giganteschi e minuscoli) che hanno fatto la storia della Rai, o in qualche modo ci hanno fatto capolino. Ecco l’elenco, ma farò qualche taglio. Biagio Agnes, Gianni Agus, Amadeus, Ambra, Lucia Annunziata, Renzo Arbore, Corrado Augias, Il Bagaglino (Oreste Lionello, Valeria Marini), Bibi Ballandi, Al Bano e Romina,  Andrea Barbato, Pippo Baudo, Baudo Corrado Mike, Belen, Antonio Baldassarre, Roberto Benigni, Silvio Berlusconi, Ettore Bernabei, Edmondo Bernacca, Enzo Biagi, Gianni Bisiach,  Ilary Blasi, Enrica Bonaccorti, Gianni Boncompagni, Mike Bongiorno, Paolo Bonolis, Gino Bramieri,  Ernesto Calindri,  Fernando Capecchi, Gabriella Carlucci, Milly Carlucci, Carosello, Raffaella Carrà, Gaetano Castelli, Adriano Celentano, Pierluigi Celli, Alida Chelli, Piero Chiambretti, Walter Chiari, Sabina Ciuffini, Antonella Clerici, Cochi e Renato, Fulvia Colombo, Carlo Conti, Bettino Craxi, Maurizio Crozza, Lorella Cuccarini, Fabrizio Del Noce, Eduardo De Filippo, Eduardo e Peppino,  Paolo De Andreis, Don Lurio, Costanza Esclapon, Fabio Fazio,  Emilio Fede, Sabrina Ferilli, Giuliano Ferrara, Gabriella Ferri, Il Festival di Sanremo, Fiorello, Giovanni Floris, Il format, Pippo Franco, Carlo Freccero, Fabrizio Frizzi, Gianfranco Funari, Giorgio Gaber, Rino Gaetano, Vittorio Gassman, Gabriella Germani, Antonio Ghirelli, Massimo Giletti,  Francesco Giorgino, Gene Gnocchi, Loretta Goggi, Beppe Grillo, Michele Guardì, Luigi Gubitosi, Angelo Guglielmi, i Guzzanti, Enzo Jannacci, Flavio Insinna, L’isola dei famosi, Elda Lanza, Lorenza Lei, Giancarlo Leone, Arrigo Levi, Virna Lisi, Sofia Loren, Macario, Giancarlo Magalli, Mauro Masi, Enrico Mentana, Paolo Mieli, Sandra Milo, Mina, Giovanni Minoli, Clemente Mimun, Franco Miseria, Sandra Mondaini e Raimondo Vianello, Maria Monsè, Enrico Montesano, Gianni Morandi, Letizia Moratti, Alighiero Noschese, Luciano Onder, Giorgio Panariello,  Alba Parietti, Heather Parisi, Peppino, Paola Perego, Pupo, Lucio Presta, Gigi Proietti, (Entrare in) Rai, Ranja di Giordania, Renato Rascel, Luciano Rispoli, Mario Riva, Gigi Sabani, Agostino Saccà, Sandokan, Michele Santoro, Delia Scala, Alberto Sordi, Catherine Spaak,  Tito Stagno, Il telecomando, Ugo Tognazzi e Raimondo Vianello, Tiberio Timperi, Mike Tyson, Topo Gigio, Enzo Tortora, Giorgio Tosatti, Totò, Massimo Troisi, Paolo Valenti, Franca Valeri, Mara Venier, Simona Ventura, Bruno Vespa, Andrea Vianello, Paolo Villaggio, Monica Vitti, Iva Zanicchi, Sergio Zavoli.

MERCATO / I TITOLONI DEI GIORNALI SPORTIVI

Testate giornalistiche sportiveMa lo sapete che il periodo di maggior diffusione dei giornali sportivi coincide con la stagione estiva, quando il campionato e le altre competizioni sono assenti? E’ uno strano caso, nell’editoria: direi un tacito accordo tra chi confeziona i giornali e il pubblico. Chi fa i giornali, quotidianamente, prende spunto dalle indiscrezioni sul mercato: notizie, mezze notizie, indiscrezioni, boatos, balle assolute. Ogni giorno, qualche grande squadra ha acquistato o sta per acquistare qualche grandissimo calciatore (ma anche gli sconosciuti hanno momenti di gloria, nel bailamme). Se si facesse l’elenco a fine stagione, ogni club avrebbe virtualmente acquistato i cento calciatori più bravi e famosi. E il pubblico? Come sempre, non è affatto stupido. Però, sta al gioco, un gioco divertente che fa discutere, propone battute commenti, confronti tra un acquisto, ovviamente immaginario, e l’altro. “Dottò”, mi ha detto un tassista, “mica semo stupidi! Io so romanista, a quest’ora secondo i giornali dovremmo avere la squadra più gagliarda del mondo. Invece, non è arrivato nessuno. Però ci divertiamo, fantastichiamo… meglio che niente!”

cesare@lamescolanza.com

 

15.07.15