OGGI VI DICO CHE… MENZOGNE E PESSIMI RAPPORTI

Nessuno ha mai dubitato del fatto che verità e politica siano in rapporti piuttosto cattivi l’una con l’altra e nessuno, troche che io sappia, viagra ha mai annoverato la sincerità tra le virtù politiche. Le menzogne sono sempre state considerate dei necessari e legittimi strumenti non solo del mestiere del politico o del demagogo, mind ma anche di quello dello statista.(Hannah Arendt)

ATTUALIZZANDO… UTOPIA, SOLIDARIETA’, GIUSTIZIA E POLITICA. E “SOCRATE”…

socrateEcco un episodio – di cui mi occupo con colpevole ritardo – che consente qualche riflessione su valori importanti: l’indispensabilità dell’utopia, la necessità etica, umana e spontanea della solidarietà, l’importanza insostituibile di un corretto rapporto tra giustizia e politica. Il riferimento è alla kafkiana vicenda del sindaco di Pietrasanta Massimo Mallegni, protagonista di un’odissea giudiziaria. Leggo da una nota di Maurizio Tortorella su “Panorama”: sei processi durati tredici anni, 39 giorni di carcere, in isolamento come i mafiosi al 41 bis, controllato a vista notte e giorno; 119 agli arresti domiciliari. Tutto finito in nulla: proscioglimenti in istruttoria, assoluzioni con formula piena. Per qualche reato minore, peraltro prescritto, pende l’appello: “E’ solo perché mi sono sempre opposto alla prescrizione”, ha detto Mallegni, intanto rieletto per la terza volta sindaco, con un larghissimo consenso popolare. E’ utopia sperare, e battersi, perché vicende come questa non si ripetano più? Forse sì, ma io ho fondato il movimento di opinione “Socrate”, senza fine di lucro, proprio per aggregare coloro che confidano nel merito e vogliono lottare contro la rassegnazione e i pregiudizi. Non cambieremo il mondo. Ma porteremo un piccolo contributo, piccolissimo, a recuperare valori importanti, che si stanno smarrendo. Ed è ciò che finalmente dà un senso alla mia vita o, più umilmente, all’ultimo segmento che mi resta. Ringrazio tutti coloro che vorranno aderire al mio – utopistico – progetto. “Il mondo è quel disastro che vedete, non tanto per i guai combinati dai delinquenti, ma per l’inerzia dei giusti che se ne accorgono e stanno lì a guardare”, ha detto Albert Einstein. E Fredrick Nietzsche: “Quando una moltitudine di piccole persone in una moltitudine di piccoli luoghi cambiano una moltitudine di piccole cose, costoro possono cambiare la faccia del mondo.”

SI FA PRESTO A DIRE SOLIDARIETA’…

Stretta_di_ManoAd esempio, io ho scoperto tardi, ovviamente solo per colpa mia, l’amara vicenda. Del sindaco di Pietrasanta. E ora vorrei che la mia solidarietà per Mallegni fosse ben più forte di questa nota. Spero di conoscerlo presto (una parte della mia famiglia vive in Versilia, potrà dunque esserci una buona occasione) e di poter stringergli la mano. E invito tutti i miei amici socratici a inviargli un messaggio di sostegno affettuoso. E, anche se si tratta di piccola cosa, lo inserisco nel catalogo dei personaggi “liberi di mente”, che stiamo elaborando. Libero di mente e privo di pregiudizi. Mallegni. Nella nota di “Panorama”, già citata, si esprime in modo civilissimo, direi moralmente nobile, senza rancore e senza polemiche, verso coloro che lo hanno imputato, giudicato, perseguito. Anzi, senza ironia, dice che con lui “la giustizia ha funzionato”. Quindi, a proposito di utopia, ricordo Théodore Monod: “L’utopia non significa l’irrealizzabile, ma l’irrealizzato. L’utopia di ieri può diventare oggi realtà.”

GIUSTIZIA, LA VORREI SEMPRE INSOSPETTABILE

giustiziaPenso che in grandissima maggioranza i giudici, i magistrati siano al di sopra del pur minimo sospetto. E mi batto per la loro indipendenza. Tuttavia, negli ultimi anni, anzi decenni, si sono verificati clamorosi episodi che hanno turbato la convivenza civile e corretta tra le varie istituzioni. In ogni settore della vita sociale ci sono imperfezioni, scorrettezze, soprusi. Inevitabile che ci siano anche nelle file di coloro che rappresentano la giustizia. E non tutte le vittime di episodi, drammatici, sfortunati e imbarazzanti, come il caso Mallegni, sanno comportarsi e reagire, metabolizzare come ha fatto il sindaco di Pietrasanta. In particolare i rapporti tra giustizia e politica sono pessimi, quasi quotidianamente i cittadini assistono a frecciate, battute, invettive, iniziative aggressive, tra le due categorie. Non va affatto bene. Aggiungo che sarebbe opportuno che ai rappresentanti della giustizia fosse limitato l’accesso a candidarsi in politica:  solo dopo qualche anno dalle loro dimissioni. E soprattutto dovrebbe essere proibita la possibilità di passare dalla magistratura alla politica, e poi di nuovo alla politica – per evitare il sospetto, micidiale, che all’origine delle scelte ci siano criteri di appartenenza, calcoli, ambizioni smodate, desideri persecutori. I passaggi non possono assomigliare a quelli di una porta girevole!

COME NACQUERO I GUAI DI MALLEGNI

mallegni_massimoAll’origine dei guai di Mallegni ci sono stati gli interventi di Antonella Menzione, ex comandante dei vigili urbani di Pietrasanta, e di suo fratello Domenico Menzione, pm lucchese, che ha raccolto gli esposti di Antonella e ha perseguito il sindaco. Mi sembra, quanto meno, una circostanza discutibilie. In seguito, i due Menzione hanno fatto carriera: Domenico sottosegretario agli Interni, con Letta e poi con Renzi; Antonella, designata da Renzi prima come Comandante dei Vigili di Firenze, in seguito come capo dell’ufficio legislativo di Palazzo Chigi. Credetemi: a me non interessa una mazza che Mallegni sia stato sostenuto da Deborah Bergamini e da Forza Italia, e che i due fratelli abbiano suscitato, nel fronte (non sempre) opposto, gli entusiasmi di Renzi e del pd! Il mio commento sarebbe uguale, se le fazioni fossero invertite. Non appartengo a nessun partito e, per questo, non ho “amici”: anzi ostilità e diffidenze – in tutti gli schieramenti. Concordo con chi ritengo abbia ragione ed esprimo il mio dissenso a chi, a mio parere, abbia torto. E’ anche una questione elementare: nessuno ha sempre ragione e nessuno ha sempre torto, le etichette e le magliette non mi incantano e non mi influenzano. Cerco di ragionare col mio cervello, comunque sono in buona fede. Mi batto per un sistema sociale, giustizia inclusa, che non provochi e non favorisca, non dia spazio a sospetti e battute malevole, inquadrabili in battaglie politiche strumentali. (Tra parentesi, Mallegni dice – e io sono d’accordo con lui – che certamente i due fratelli Menzione avranno ottenuto i loro successi esclusivamente per merito).

POLITICA, LA VORREI ONESTA E PRIVA DI INQUINAMENTI CORRUTTIVI

soldiE questo desiderio, altro che utopia! “Hai detto fospari!”, dicono nella mia Calabria (non ho mai capito perché, qualcuno mi aiuta?). Non è un’utopia, è un sogno. C’è bisogno di aggiungere qualcosa? Disgustata dal comportamento dei politici, mezza Italia, e anche più, non va a votare. C’è chi dice che una volta si cercava denaro per poter fare politica, organizzare un partito, sostenerne i costi, e quant’altro. Oggi (guai alle generalizzazioni) si dice che si entra in politica allo scopo di poter ottenere denaro, arricchirsi, avere l’opportunità di chiedere favori e tangenti… Pessima la generalizzazione, ma ancor più riprovevole il comportamento dei (troppi) personaggi politici, che si comportano in modo tale da provocare rifiuto, disgusto e – appunto – una ruvida generalizzazione. Sogno dunque, e ci battiamo con “Socrate”, personaggi politici che abbiano a cuore non gli interessi personali, quelli dei famigli, dei cortigiani e  e delle truppe cammellate, ma della comunità – a prescindere dalle fazioni. Rivendico la mia libertà, auspico la libertà di tutti. E vi ricordo perciò Malcom X: “Nessuno vi può dare la libertà. Nessuno vi può dare l’uguaglianza o la giustizia. Se siete uomini, prendetevela.”

A PROPOSITO DI GIUSTIZIA E POLITICA… E  MARCELLO DELL’UTRI?

marcello dell'utriTempo fa avevo intrapreso una piccola campagna, ottenendo significativi consensi, a sostegno di Marcello Dell’Utri. Non entravo e non entro nel merito delle migliaia di carte processuali, non ne ho competenza e consapevolezza, e dunque non ne ho un razionale diritto, per occuparmene. Il mio slogan però era questo: “O Dell’Utri viene trattato come Berlusconi, o Berlusconi viene trattato come Dell’Utri”. Dietro lo slogan c’è solo un impulso, umanissimo, che mi spinge a chiedere giustizia giusta e uguale per tutti. Se non sbaglio, e se sbaglio correggetemi, il processo per Berlusconi e Dell’Utri era lo stesso, era uno solo. Poi, i due processi furono separati. Alla fine della fiera, Berlusconi ha avuto certo pesanti condanne e impedimenti politici, ma niente è al confronto con quanto è stato inflitto a Dell’Utri. Come si spiega? E’ accettabile? Da un anno e più Marcello è detenuto in un carcere di massima sicurezza, è testimone – oltre che vittima – del disumano trattamento riservato a chi è imprigionato con lui. Ripeto: è giusto, è accettabile? Dell’Utri ha 74 anni, è malato, ha il diabete, problemi di salute. Possibile che non gli siano concessi, almeno, gli arresti domiciliari? In quanti, infiniti casi la giustizia ha dimostrato (al di là di Berlusconi) di avere comprensione, umanità, sensibilità, indulgenza? Perché no, in questo caso? Concludo: non entro nel merito delle carte processuali, che non conosco, ma la logica dice che, se pure Dell’Utri avesse commesso qualche reato, certo si sarebbe mosso non per interesse proprio, ma per le esigenze di altri. Perciò, scusate e comprendete la provocazione: o Dell’Utri come Berlusconi, o Berlusconi come Dell’Utri. Mi aspetto riflessioni d’ogni natura e aggiungo, ripeto dopo averlo detto mille volte: non mi schiero solo con Marcello Dell’Utri, ma con tutti i detenuti, ignoti e privi di adeguata difesa e tutela, che soffrono, sofferenze indicibili, in condizioni spietate, a volte innocenti e obbligati ad attese esagerate, prima di poter ottenere una sentenza liberatoria.

cesare@lamescolanza.com Si pregano tutti i lettori, in particolare quelli desiderosi di aderire al movimento di opinione “Socrate”a sostegno del merito e contro la rassegnazione i pregiudizi, di scrivere a questo indirizzo: Lanza risponderà privatamente o pubblicamente, qui. Con le adesioni aggiungete nome e cognome, città di abitazione, se possibile età e lavoro, ogni riferimento utile per le comunicazioni. La privacy sarà rispettata per tutti.

14.07.15