OGGI VI DICO CHE…

“La critica è un’attività spesso parassitaria: si nutre dei successi e degli insuccessi degli altri. I critici sono quelli che capiscono sempre “dopo”: un anno, dieci, venti anni dopo. Basta ricordare come fu accolto il neorealismo”.  (Sergio Vincenzi)

HA RAGIONE LUCIO PRESTA, CON (QUASI) TUTTO IL RISPETTO PER ALDO GRASSO

Grasso-Perego-Presta

Memorabile lo scontro tra Aldo Grasso, critico televisivo del Corriere della Sera, e Lucio Presta, protagonista, come produttore e agente, del mondo legato al piccolo schermo. Sintesi telegrafica:Grasso stronca con perfido sarcasmo Paola Perego, conduttrice di un programma sperimentale; Presta, non solo agente ma anche marito di Paola, reagisce insultandolo pesantemente su Twitter.

Io mi considero un liberale assoluto, rispetto le opinioni di tutti, così come esigo rispetto per le mie. Grasso ha tutto il diritto, come critico (anche se penso che la critica assai spesso sia un’attività facile, parassitaria, super valutata) di approvare e stroncare chi voglia. Il Corriere gli concede una tribuna importante, inevitabile che Aldo sia temutissimo. Ho grande rispetto per la sua bravura, ma non riesco ad accettare i pregiudizi, l’odio preconcetto verso taluni personaggi che mette, quasi sadicamente, nel mirino. Più precisamente, e non credo di sbagliare, non mi piacciono i suoi eccessi: l’eccesso di durezza o anche di cattiveria, che sconfina con una ingiustificabile malvagità. Mi piacerebbe consultare uno psicologo su questo argomento, che non riguarda solo Grasso, ma altri critici, altri opinionisti, altri pubblici censori. Grasso è bravissimo nell’ironia, spietato nel sarcasmo. Benissimo. Ma spesso c’è un tocco in più, che a me appare immotivatamente malvagio. E i bersagli, come la signora Perego e Lucio Presta, sono quasi sempre gli stessi. Perché? Non so rispondere. Mi sembra, comunque, un abuso: il Corriere della Sera gli mette un’atomica in mano, Grasso dovrebbe considerare l’effetto devastante della bomba, di cui dispone. Scrivere che la Perego lavora in Rai perchè fa parte di un “pacchetto”, curato da Presta, di cui ambitissimo protagonista è Roberto Benigni, è qualcosa che potrebbe permettersi un reporter – a patto di essere documentato e portare le prove. Come critico, e direi senza prove viste le immediate smentite della Rai, Grasso infligge alla criticata una malvagitàquerelabile, comunque è un “eccesso”, un’umiliazione, una insinuazione inflitta al di là del suo diritto di opinione: dovrebbe ragionare, elaborare, stroncare se vuole. Ma insultare, umiliare non fa parte nè dei suoi doveri né dei suoi diritti.

Perché dunque mi schiero dalla parte di Presta? Non querela (credo), ma urla. E scrivo che in questo lo apprezzo senza riserve. Lucio è un coraggioso selvaggio dell’ambiente televisivo, dove invece, e purtroppo, l’identità “cazzara” e le ipocrisie sono prevalenti: ha i suoi valori umani, e sentimenti prioritari, rispetto alle cosiddette buone maniere. Gli hanno offeso addirittura la moglie, oltre che la conduttrice che tutela? E Grasso ha il Corriere, che fa legge e sentenza nel nostro ambiente? E quasi tutti piegano la testa e incassano? Lui, no: replica raccogliendo l’insulto, visto che questo è il terreno, e risponde con assoluta schiettezza,  con un insulto esplicito, senza timore, con violenza da duellante; non scappa dalla sfida e dalla provocazione. Ogni colpo, anche proibito, è consentito? E tu hai il Corriere, mentre io non ho voce nè armi adeguate rispetto al tuo potere?
Allora ti rispondo faccio esplodere il mio petardo su Twitter, lo strumento moderno, democratico, che assicura ai duellanti una possibilità di espressione senza filtri. E strillo e (forse, forse) offendo più forte di te, ma in modo da farmi sentire da tutti.

Che dire? Standing ovation…

I 10 PROGRAMMI PIÙ VISTI DEL 2012

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a cura di Donato Moscati
1.     GERMANIA – ITALIA23.255.000 (79,55%). RAIUNO. Semifinale degli Europei di calcio. La partita vinta dall’Italia per 2 a 1,trascinata da un Mario Balotelli in stato di grazia.

 

2.     FESTIVAL DI SANREMO 2012: 13.287.000 (57,43%). RAIUNO. La finale del Festival presentato da Gianni Morandi e vinto da Emma Marrone con “Non è l’inferno” è stata seguita da 14.456.000 (50,93%) nella prima parte e 12.031.000 (68,73%) nella seconda.

 

3.     LA PIÙ BELLA DEL MONDO: 12.619.000 (43,93%). RAIUNO. La Costituzione italiana raccontata da Roberto Benigni tra satira politica e lezione civica.

 

4.     JUVENTUS – NAPOLI: 11.586.000 (42,44%). RAIUNO. Finale di Coppa Italia, vinta dal Napoli per 2 a 0.

 

5.     MILAN – BARCELLONA:  9.528.000 (31,35%). RAIUNO. Andata dei quarti di finale di Champions League terminata 0 a 0.

 

6.     ROCK ECONOMY: 9.2112.000 (32,82%). CANALE CINQUE. Il concerto live dall’Arena di Verona di Adriano Celentano, due serate di grande musica e riflessioni.

 

7.     STRISCIA LA NOTIZIA: 8.983.000 (27,92%). CANALE CINQUE. Alla conduzione Ezio Greggio e Michelle Hunziker, puntata più seguita della stagione.

 

8.     GRAN PREMIO FORMULA 1 ABU DHABI: 8.857.000 (42,46%). RAIUNO. Gran Premio vinto da Raikkonen.

 

9.    ITALIA’S GOT TALENT: 8.812.000 (34,52%). CANALE CINQUE. Puntata dedicata ai provini per il talent show condotto da Simone Annicchiarico e Belen Rodriguez con giudici Maria De Filippi, Gerry Scotti e Rudy Zerbi.

 

10.  MARIA DI NAZARET: 8.369.000 (29,50%). RAIUNO. Fiction religiosa con Alissa Jung e Paz Vega sulla vita di Maria.
cesare@lamescolanza.com
3/1/13