OGGI VI DICO CHE…

… “Il finanziamento dei partiti è la causa scatenante di una corruzione che si diffonde a tutti i livelli della vita sociale. Non è col finanziamento dei partiti che nasce la disonestà; c’erano uomini disonesti molto tempo prima che i partiti fossero inventati, cialis e ce ne saranno anche quando i partiti non esisteranno più. Ma in un regime contrassegnato da una pluralità di partiti il loro finanziamento è il meccanismo che mette in moto una miriade di episodi di corruzione, ne costituisce l’alibi e ne rende inevitabile la degenerazione”. (Piero Ottone, “Affari & Morale”, 1988).

MPS. DALLA PARTE DI GIUSEPPE MUSSARI

Mussari
Non conosco Mussari, non ho seguito la sua carriera, leggo solo le cronache dei giornali. Come tante altre volte in questo Paese che passa disinvoltamente da piazza Venezia a piazza Loreto, che non ha mai finito una guerra con lo stesso alleato, un Paese in cui tutti sono bravissimi a saltare sul carro dei vincitori e nessuno ha comprensione per gli sconfitti, sono scandalizzato e indignato dall’ennesima, frettolosa crocifissione. A Mussari è rimasto il cerino in mano, così appare lui come l’unico demonio e responsabile di tutto: non mi sta bene. Il garantismo è la prudenza si dimostrano in queste occasioni. Mussari, fino all’altro giorno, era considerato a Siena come una sorta di santo e, successivamente, è stato eletto dai banchieri italiani come presidente dell’associazione, l’Abi. Da un giorno all’altro gli mettono un cappio al collo, e chi ha dato-ha dato. Non è questa la giustizia che mi piacerebbe, e in questo caso, non si parla dei tribunali, ma della sconvolgente furia mediatica e della volgarità dei tanti falsi amici e dei cortigiani.

 

COMUNICAZIONE. PIACE, NON PIACE, DISPIACE: QUALCHE GIUDIZIO AL VOLO…

5 della sera


Piace
 Norma Rangeri che faticosamente riesce a raddrizzare il “Manifesto”.

     Non piace Angelo Panebianco, che non riesce mai a concludere un editoriale in prima pagina.

    Dispiace la chiusura di “Pubblico”, dopo tre mesi. Quattromila copie non bastano. Onore al bravo Luca Telese: i flop si dimenticano, la qualità resta.

    Piace (molto, moltissimo) Monica Maggioni, direttore di Rai News. Monica era matura per il salto al Tg1, è stata bravissima nel gestire il duello in diretta tra Bersani e Renzi per le primarie della sinistra. A Rai News farà bene e da lì…

     Piace Fedele Confalonieri, che si è tagliato lo stipendio del 30%. Il suo stile è noto: passi giusti al momento giusto. Gran fiuto degli umori popolari.

    Piace (non molto) Jodie Foster che ha parlato pubblicamente della sua identità saffica. Poteva farlo qualche anno fa, era un segreto di Pulcinella.

    Dispiace che tanti giornalisti lascino il mestieraccio per candidarsi alle elezioni politiche. Faccio eccezione per Massimo Mucchetti, e spero che la politica non lo freghi. Mucchetti, infatti, avrebbe la statura per fare il ministro della Comunicazione! Così ho twittato, rispondendo a una domanda di Gianni Riotta. Se interessa, segnalo anche qui gli altri nomi dei miei candidabili per quel ministero (in caso ovviamente, di vittoria di Bersani e/o di una coalizione Bersani-Monti: Giulio Anselmi, Eugenio Scalfari, Umberto Eco, Concita De Gregorio, Lucia Annunziata. E, ça va sans dire, Riotta).

     Non piace Alessandro Proto, che puntualmente ha tentato di inserirsi nella crisi di “Pubblico”, offrendo come al solito un investimento bizzarro: due milioni, a patto di trasformare il quotidiano in un organo di stampa di centro-destra. Frastornata, pare, la redazione. Ma una battuta ha sdrammatizzato: “Che i soldi di Proto ci sian solo lui lo dice, dove sian nessun lo sa”.

 

PAROLE, PAROLE/SPIEGHIAMO I NEOLOGISMI

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Il day-time è in televisione la fascia oraria, tra le varie in cui viene suddivisa la programmazione televisiva giornaliera, inerente alla mattina ed il primo pomeriggio. Generalmente, i programmi del day-time hanno inizio alle 06:00 per terminare massimo alle 19:00 circa, quando inizia il cosiddetto preserale. I programmi del day-time sono per la maggior parte trasmissioni di infotainment, cioè di informazione e intrattenimento assieme, reality show, serie televisive, soap opera e programmi per bambini e ragazzi.

 

ASCOLTI TV/ “ZELIG” PERDE ANCHE CON LA REPLICA DI “LA RAGAZZA AMERICANA”. “PIAZZAPULITA” RECUPERA MA PERDE CONTRO “QUINTA COLONNA”. BOOM PER “COFFEEBREAK

Vince la serata la replica del film tv “La ragazza americana” con 4.981.000 telespettatori e il 18,00%. Delude ancora “Zelig” su Canale Cinque, che porta a casa il 15,88%. Il programma di Corrado Formigli “Piazzapulita” recupera, con il 6,25%, ma non vince la sfida contro “Quinta colonna” che ha ottenuto il 6,93%. Angelino Alfano ospite di “Otto e mezzo” ha registrato il 5,39%. Nel day time da segnalare l’ottimo ascolto di “Coffee break” con il 7,03%, mentre Mario Monti ad “Omnibus” è stato visto dal 5,48%. Il Tg1 è il telegiornale più seguito con il 22,71%, mentre il Tg5 al 22,19% e il TgLa7 all’8,25%.

 

 

UNA FOTO AL GIORNO

di Maria Antonietta Serra

COSÌ LONTANO COSÌ VICINO

cosi lontano, cosi vicino

29/01/13

 

cesare@lamescolanza.com