OGGI VI DICO CHE… L’INDIPENDENZA

“Lavora sulla tua stessa salvezza. Non dipendere dagli altri.”
(Buddha)

“Ogni umiliazione inflitta al suo onore, alla sua indipendenza, alla sua unità provocherebbe non il crollo di una Nazione, ma il tramonto di una civiltà: se ne ricordino coloro che sono oggi gli arbitri dei suoi destini.”
(Enrico De Nicola)

“Libertà: non chiedere nulla. Non aspettarsi nulla. Non dipendere da niente.”
(Ayn Rand)

“L’uomo più forte del mondo è colui che sta da solo.”
(Henrik Ibsen)

 

ATTUALIZZANDO… LA CATALOGNA SI AFFERMERÀ

 Sono dalla parte dei catalani (e certo i leghisti non sono “buzzurri”). Le ragioni della Catalogna, già da lungo tempo sostenute con una evidente maggioranza popolare,  sì affermeranno. Lo spunto (troppo euforico?) mi arriva paradossalmente da una lettera – molto critica – di un amico, Renzo Canciani.

 

 

 


UNA LETTERA DI CANCIANI…

Ecco la lettera: “Caro Cesare, sulla Catalogna eri partito bene nella premessa,  salvo poi virare verso considerazioni sul Re/Governo e sull’Europa, assolutamente non corrispondenti al vero. Forse involontariamente ti sei fatto influenzare dal senso comune che sopratutto la sinistra radical chic ha diffuso a piene mani sui media. Per dirla con Polito: Se i leghisti chiedono  l’indipendenza in Veneto sono buzzurri, se la chiede Piquè in catalano è fichissimo. Saluti.”

 

 

 

 


ED ECCO LA MIA RISPOSTA

Rispondo e sintetizzo. 1. Che uno esprima le proprie opinioni, va bene; che Canciani, o chiunque, mi impartisca lezioncine su cosa sia giusto e cosa sbagliato, proprio no. 2. Forse Renzo mi confonde con qualcun altro, perciò ribadisco drasticamente… 3. Sono dalla parte dei catalani, tutta la vita. 4. Esprimo le mie opinioni di volta in volta, senza appartenenze. Un esempio? Da molti berlusconiani sono considerato un simpatizzante della sinistra, da molti sinistri sono considerato un bieco berlusconiano. 5. Mi delude che Canciani, che mi conosce da trent’anni, mi accusi di “virare”, influenzato dai radical chic – categoria che detesto! 6. Il premier spagnolo si é comportato come un elefante in una cristalleria e il re (figura anacronistica) avrebbe dovuto spingere per una mediazione, anziché essere divisivo.


IN CONCLUSIONE

E soprattutto penso che i catalani (e i leghisti, che stimo) vinceranno le loro legittime e ragionevoli battaglie. In quanto tempo, non so. Penso che saranno tempi lunghissimi. Ma vinceranno. Non si può bloccare con la forza la volontà popolare di affermare autonomia e indipendenza, e di esprimerla attraverso le elezioni. Probabilmente non siamo d’accordo, ma sono stato abbastanza chiaro, amico Canciani? Può bastare, almeno per oggi?

 

 

cesare@lamescolanza.com