OGGI VI DICO CHE… INDIPENDENZA, SECESSIONE

La vera caratteristica della libertà è l’indipendenza, mantenuta con la forza. (Voltaire)

La libertà che significa unicamente indipendenza è priva di qualsiasi significato. La perfetta libertà consiste nell’armonia che noi realizziamo non per mezzo di quanto conosciamo, ma di ciò che siamo.
(Rabindranath Tagore – poeta, drammaturgo e filosofo bengalese)

Una delle lezioni più importanti della vita è quella di imparare l’indipendenza e comprendere la libertà, che significa emancipazione dall’attaccamento, dai risultati, dalle opinioni e dalle aspettative.
(Brian Weiss – psichiatra e scrittore statunitense)

L’indipendenza è, al pari dell’onore, un’isola irta di scogli e senza lido.
(Napoleone Bonaparte)

ATTUALIZZANDO… CATALOGNA SARÀ UN GARBUGLIO

Il problema della Catalogna diventerà un garbuglio estenuante,  non solo per la Spagna, ma per quel che resta dell’Europa,  La mia motivazione è semplice. Avete letto opinioni limpide e illuminate. Non ho la pretesa di poter aggiungere qualche riflessione significativa, tanto meno più informate! Solo una nota di preoccupazione, drastica, derivante dal mio consueto pessimismo/realismo.

 

 


NON CI SONO STATISTI…

Siamo di fronte a un nuovo garbuglio (per usare un eufemismo) che si complicherà in ogni modo possibile, e a lungo, per la semplice ragione che non si vedono, né in Europa, né  in Spagna (né altrove) statisti o personaggi carismatici all’altezza di affrontare e sciogliere il nodo, anzi i nodi. Il premier spagnolo avrebbe dovuto consentire lo svolgimento pacifico  del referendum e, solo in un secondo tempo, senza l’orribile violenza a cui abbiamo assistito, affrontare una trattativa politica difficile, ma gestibile. Il presidente della Catalogna, stretto al muro, non poteva far altro che lasciare libertà al suo popolo, raccomandando (non era poco né semplice) di evitare provocazioni e difese aggressive.


L’EUROPA? NON ESISTE

Peggio di tutti,  i vertici europei: a loro sarebbe bastato (al minimo) convocare Madrid  e Barcellona e impostare, tempestivamente, una trattativa. Ma sarebbero state indispensabili qualità carismatiche: autorevolezza, acume, preveggenza, buon senso. Mai viste,in un’Europa che non ha saputo gestire egoismi e menefreghismi (ad esempio l’irrisolto dramma delle migrazioni, vittima l’Italia); né gli squilibri economici, le sofferenze dei paesi più deboli. Stati Uniti d’Europa?! Ma  dove e quando, e uniti in che cosa?

 


DULCIS (?) IN FUNDO, IL RE

Peggio, infine, mi sento, di fronte all’esternazione del re (dal 2 giugno 2014) di Spagna, Filippo VI.  Un discorso tanto atteso, quanto deludente: divisivo, ottuso, privo di anima e di passione. Se c’era bisogno di una ennesima dimostrazione della superfluità delle monarchie, l’abbiamo avuta. Un monarca dovrebbe avere un’unica missione: unire, essere super parte, conciliare, moderare. Da Filippo VI, l’esatto contrario. Né il re né  il premier spagnolo né i capi europei hanno capito che il sogno catalano di indipendenza non si può fermare con la forza, con il vecchio criterio di vietare a un popolo di esprimere liberamente la propria volontà attraverso le elezioni. L’apparente vittoria del re e del suo governo è solo un episodio, destinato ad esasperare ulteriormente le divergenze – fino a quando non si troverà una soluzione politica.

 

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