OGGI VI DICO CHE… FERRARA DIXIT

“Senza un vero conflitto, e doloroso, non c’è Renzi che tenga” (Giuliano Ferrara, Il Foglio, 31 marzo 2014).

ATTUALIZZANDO… IL TRILEMMA SUL PREMIER

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Giuliano Ferrara, partendo da Craxi e Berlusconi, e passando attraverso il primo Monti, sostiene che Renzi ce la farà solo se riuscirà ad evitare la palude alla fine sempre vincente, incidendo con forza sulla realtà – desolante – da modificare. “Di Renzi si vedrà la pasta quando saprà provare dolore e farlo provare alla parte del Paese che recalcitra, non vuole e non capisce.” La posizione di Ferrara, che scrive come un dio, è persuasiva. Soprattutto, con l’ammonimento che arriva dalla memoria: Craxi, Berlusconi e Monti – tre tipini di tutto rispetto, aggiungo io – avevano le stesse buone intenzioni, ma senza strappi non ce l’hanno fatta. Tuttavia la posizione dell’adorato Giuliano non è l’unica. Ce ne sono altre due, almeno. Un vero trilemma.

Una seconda posizione è quella esposta da un mio amico psichiatra, con crudezza: sentendo parlare Renzi, dice, ho visto una certa schizofrenia… In parole più morbide, è una riflessione scettica: c’è una evidente contraddizione tra gli annunci, per non dire i proclami, e gli appuntamenti che Renzi delinea, entusiasmando molte platee, e quello che riesce a fare; molti pensano che la realtà sia aspra, troppo aspra, il Sindaco la ignora o finge di ignorarla, è un atteggiamento preoccupante, forse pericoloso. In sintesi: Giuliano Ferrara dice che Renzi, senza strappi, non può farcela. Gli scettici, sintetizzati dalla dura sintesi dello psichiatra, pensano che comunque Renzi non riuscirà a farcela.

Poi c’è una terza posizione, la mia – o per lo meno una riflessione che condivido. Renzi ha buone possibilità di farcela. Perchè, l’ho già scritto, è un grande paraculo, per dirla con un francesismo in salsa romana. Secondo me, non farà strappi, comunque non saranno strappi cruenti. Renzi sa che rappresenta l’ultima spiaggia: se fallisce, sarebbe una rovina per il Paese. Per questo minaccia di andarsene, se non avrà il consenso necessario. E’ anche consapevole della palude che vuole inghiottirlo: sabbie mobili, guai a metterci il piede. Penso che la sua tattica, alla faccia della cosiddetta velocità, sia in realtà quella dello “stop and go”. Un passo avanti e ci si ferma, un altro passo avanti e ci si ferma… Le sabbie mobili dei suoi molti nemici vogliono inghiottirlo? Sarà lui a spingere verso le sabbie mobili i suoi nemici, confondendoli disorientandoli e illudendoli con la tecnica dell’alternanza tra proclami, soste, svolte e svoltine.

Questa, almeno, è la speranza. Si vedrà. Con questo stato d’animo, mi accingo a leggere un bel libro pubblicato da “Editori internazionali riuniti”: il titolo è “La volta buona”, gli autori sono quattro esperti “renzologi” (nuova categoria del pensiero, il leader è Claudio Cerasa): Mario Lavia, Angela Mauro, Alessandro De Angelis, Ettore Maria Colombo. Vi riferirò.

IL LIBRO DI PIERO OTTONE, APPUNTAMENTO A DOMANI

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Le mie riflessioni sul libro di Ottone, “Novanta” – editore Longanesi, da leggere – continuano. Annuncio per domani una puntata per me delicata. Perchè ci sarà una mia confidenza personale. Non sono arrivato ai novant’anni, non so neanche se spero di arrivarci, ma i settanta sono superati da un pezzo: è tempo, più che mai, di bilanci onesti e sinceri.

EZIO, FERRUCCIO E ANCHE UNA BARISTA SCORTESE

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Pubblicamente, qui, ho supplicato Ezio Mauro a rendere leggibile “La Repubblica”, dopo la rivoluzione grafica, aumentando la dimensione del “corpo” scelto per gli articoli: io, e molti come me, riescono adesso a leggere solo i titoli e guardare le foto. Ma “La Repubblica” è soprattutto un foglio di opinioni, molti articoli sono da leggere. E non è forse un segno di stima, un complimento, esprimere il desiderio di leggerli?

Ho anche supplicato Ferruccio de Bortoli, direttore del “Corriere”, di intimare ai suoi editorialisti l’obbligo di essere più sintetici, di chiudere le loro opinioni di inquietante lunghezza in prima pagina, risparmiando ai lettori di cercare all’interno il seguito. Risultato: anche oggi Angelo Panebianco ci regala una pisciatona, con pensieri inconcludenti che potevano essere sintetizzati con facilità. Per dispetto, mi sono imposto di non leggere l’immancabile “continua”… Ma, come per “La Repubblica”, non è forse un segno di stima, da parte di u n lettore, il desiderio di leggere con facilità il “Corriere”?

Dai due grandi direttori non ho avuto un cenno di risposta. (Questa volta: in altre occasioni sono stati gentili. Forse anche perchè li conosco: uno dei due, e non è Ezio Mauro, dovrebbe avere – a giudizio di altri, non mio – qualche simpatia, forse anche una minuscola gratitudine per me). Non voglio insegnare niente a nessuno, ma consigli sì, posso darne e, come lettore, è anche un mio diritto darli: penso che il direttore di un giornale abbia, tra altri doveri, anche quello di accontentare le esigenze primarie dei lettori; a prescindere dai contenuti; tra le esigenze primarie c’è anche quella di consentire ai lettori una facile lettura (così come si cerca di stampare su una carta che non ti sporchi le mani, che il prezzo sia accessibile, che la pubblicità – indispensabile – non sovrasti l’informazione, e così via). Sarò accontentato? Non credo proprio. Penso anzi che le mie umili osservazioni siano considerate quelle di un vecchio (ovviamente da rottamare) con fissazioni senili, oppure quelle di un rompicoglioni dalla nascita. Help! Chiedo aiuto e consenso a chi mi vuol bene.

Capisco che ci sono angustie maggiori. Stamattina sono andato per il breakfast al caffè Mantova, angolo via Nizza, e una bella barista rumena mi ha trattato sgarbatamente. Ero con un’amica del cuore. Poi è entrato un fustaccio con la erre moscia e la barista ha cominciato a miagolare, gentilissima. Ferruccio ed Ezio mi sono passati di mente. La settimana è iniziata malissimo.

 

FANTASCIENZA ROMANISTA. NON SUCCEDE, MA SE SUCCEDE….

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Lasciatemi sognare. Se la Roma batte il Parma e se poi dovesse battere la Juventus, il divario in classifica sarebbe di otto punti prima e poi virtualmente di cinque, in attesa della sfida diretta, alla penultima giornata di campionato. Si possono recuperare cinque punti sugli altri ventuno disponibili?

 

 

*Scrivetemi indirizzando a cesare@lamescolanza.com. Si accettano critiche e rispondo a tutti (tranne a quelli che mi insultassero senza spiegare perché).

 

31.03.14