OGGI VI DICO CHE… LA METAMORFOSI DI RENZI

“Renzi è passato in pochi giorni da una forte sintonia con i cittadini a una forte sintonia verso il Palazzo” (Riccardo Ruggeri, online “ItaliaOggi”, 14 febbraio 2014). 

ATTUALIZZANDO.. IL NUOVO PREMIER PARTE IN SALITA
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Premetto che Renzi, al momento, mi piace per proprietà transitiva: non lo conosco, ma piace a tante persone amiche (Lucio Presta in primis) o colleghi che stimo (Claudio Cerasa..). Premetto anche che nel Pd, amici o nemici tra di loro che siano, ci sono tanti giovani simpatici e ben intenzionati: Pippo Civati, Stefano Fassina, Ivan Scalfarotto, Andrea Guerra; aggiungiamo anche Vittorio Colao (Vodafone), manager di indiscutibile qualità, e il non tanto giovane Gianni Cuperlo, dignitosissimo antagonista di Matteo. E altri ancora. Premesso questo, per onestà intellettuale, di fronte all’irresistibile ascesa di Renzi ci sono alcune osservazioni indispensabili, che lasciano l’amaro in bocca. La prima: il Pd è padrone assoluto della scena politica, fa e disfà come vuole. Almeno in apparenza. Dietro l’angolo c’è sempre l’indomabile Berlusconi, ma fino a quando il Cav non morderà, il Pd potrà abbaiare e mordicchiare senza problemi. La seconda: il Parlamento non conta più niente, siamo al terzo premier (altri ce n’erano stati in precedenza) di seguito che ci becchiamo, senza alcuna autorità parlamentare e neanche, in un paio di casi, elettorale: Monti, Letta, ora Renzi. Alla guida del governo arrivano tecnici o altri protagonisti, in base a giochi e manovre senza trasparenza. Il caso Monti è riesploso, se è vero che la sua nomina era stata preparata da mesi. Letta era il vice di Bersani, che legittimamente aspirava a Palazzo Chigi e fu demolito, non solo per i suoi errori. Ora arriva Renzi, senza un voto alle spalle, ma per una serie di “coincidenze”, non esclusa la curiosa e repentina estraneità di Napolitano, che ha tolto a sorpresa la sua augusta protezione a Letta. Sono tutte cose che non mi piacciono affatto. Anch’io faccio il tifo, moderatamente, per Renzi, presumendo che sia l’uomo dell’ultima speranza, o dell’ultima spiaggia: prima di inevitabili elezioni, di esito assolutamente ambiguo. Per di più, spero che in poche ore Renzi lasci quanto meno la carica di sindaco di Firenze e anche quella di segretario del partito, magari affidando il Pd a un direttorio.. Come premier non gli basteranno 24 ore al giorno per risollevare il paese e, in ogni caso, non mi piace la figura dell’asso pigliatutto, per di più senza il consenso popolare. Detto questo, resta la domanda più cinica e perfida: come potrà, Renzi, risolvere i problemi italiani, con le stesse risorse e gli stessi condizionamenti che limitavano l’azione di Letta? Basterà l’innesto di un giocatore nuovo, di un campione, al posto di quello precedente, né giovane né campione, per cambiare l’esito della partita? Nel calcio, questo non succede mai. Nella confusa e torbida politica, può essere. Segnerebbe la sconfitta totale di Letta, la sua incapacità. Consentitemi, però, di essere scettico. Renzi ha cinguettato: “proviamoci”. Ma qui sta il punto: in realtà ci prova lui, ci prova il Pd, coinvolgendo però il destino di tutto il Paese senza un preventivo lasciapassare elettorale. Non mi sta bene: non capisco, ma essendo con le spalle al muro come il resto dell’Italia, mi adeguo. 

DA LETTA A RENZI/ SE VOLETE SAPERNE DI PIU’..
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.. Leggete Il Foglio di stamattina. C’è tutto quello che è lecito aspettarsi. I foglianti in gran forma sono scatenati e affrontano i temi veri: l’ascesa del bamboccio di talento, la vera storia di come la Smart di Renzi ha sfanalato e sorpassato il pandino di Letta. Il valzer dei traditori e dei traditi (gli italiani disprezzano i traditi e solo a quelli fanno le corna). La necessità di ingoiare il Bullo. La sinistra tosta e frou-frou: arriva la rivoluzione di Matteo, devo indossare Tspiras o Schultz? 

LUCA FRIGERIO RILANCIA SAINT VINCENT
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Una mia inquieta e brava discepola, ai tempi della mia direzione de “La Notte”, Annalia Martinelli, mi ha fatto avere un bel comunicato sul rilancio del casinò di Saint Vincent, grazie alla ristrutturazione del Grand Hotel Billia (cliccate su www.lamescolanza.com, per una volta faccio uno strappo per simpatia verso la Valle d’Aosta e verso Annalia, per leggere ciò che di solito non si pubblica, ovvero il testo integrale). Apprendiamo, tra l’altro che Frigerio è un giovane manager, non solo di bello e gentile aspetto, ma anche amante di viaggi, dell’ambiente, sciatore provetto e amico dell’Africa. Con queste qualità, legittimate dalla signora Martinelli, non poteva non tentare di realizzare ciò che inutilmente predicavo da trent’anni.. I casinò sono in crisi, per tanti motivi, l’unico modo per rilanciarli è quello di proporre un’accoglienza, attraverso gli alberghi, di prim’ordine per le famiglie, le mogli, i parenti, i figli dei giocatori: prevedendo, nell’accoglienza, anche divertimenti, giochi, lunapark per non dire Disneyland, sport, eccetera. Non è una mia genialata: è l’operazione di marketing che gli americani, sempre primi nel sapere vendere, hanno realizzato a Las Vegas e ad Atlantic City. Frigerio ci prova: Auguri! 

14-02-2014
* Se avete voglia, scrivetemi quel che volete: indirizzando però a cesare@lamescolanza.com