OGGI VI DICO CHE…

“Se si ha la pazienza di aspettare, there alla fine il momento buono arriva. Se si aspetta il tempo giusto, cialis prima o poi viene. Se ci si dà abbastanza da fare con una cassaforte, patient a un certo punto la si apre. Se si insiste a puntare su un cavallo, un bel giorno vince la corsa.” (Cornell Woolrich ‘Dentro la notte’, Mondadori 1988).

 

 

BERSANI SECONDO CORNELL WOOLRICH…

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Non condivido del tutto la citazione del pensiero, spericolato, di Cornell Woolrich, riportato qui sopra. Woolrich per me è quasi un mito: è considerato l’erede di Edgar Allan Poe, raggiunse un grande successo con ‘La sposa era in nero’ nel 1940 (ne fu tratto anche un ottimo film noir). Poi tanti altri successi con un’altra firma, William Irish, il primo il giallo ‘La donna fantasma’ (scritto nel 1942, anno della mia nascita: questo è un lezioso particolare, lo scrivo per ricordare ai miei lettori che sono un vanitosissimo collezionista di tutto ciò che accadde in quell’anno). Morì nel 1957, alcolizzato, e lasciò in eredità un milione di dollari alla Columbia University.

Perché non sono d’accordo? Qualsiasi giocatore di roulette, o anche solo del lotto, sa bene che, scommettendo sempre sullo stesso numero in attesa che esca, ci si potrebbe rovinare. Verissimo che prima o poi il numero inseguito uscirà. Ma quando? Prima o dopo che il giocatore/inseguitore si sia rovinato? Mi viene in mente Bersani. Come tutti sanno, sta insistendo nell’inseguire un accordo con i grillini e, ora, con i berlusconiani, escludendo comunque l’ipotesi di un governissimo. Dunque: quando uscirà il numero buono per Bersani? Prima o dopo la sua rovina? Lo sapremo tra breve, così come gli scommettitori alla roulette sanno subito se hanno vinto o no e anche i giocatori del lotto, una volta solo al sabato, oggi tre volte a settimana. Per il tentativo di governo di Bersani, ci vorrà qualche giorno o qualche settimana. Se riuscirà a trovare un accordo con Berlusconi per la nomina del presidente e per la fattibilità del governo, avrà vinto. Se non ci riuscirà, molti pronosticano la sua rovina. Con la beffa che il numero ‘buono’, ovvero un compromesso tra sinistra e destra, sarà un’impresa realizzabile, o realizzata, però da un altro giocatore.

 

 

SILVANA MURA, LA DONNA DI DI PIETRO, CUSTODISCE LA CASSAFORTE…

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Antonio Di Pietro e Silvana Mura                             (Silvana Mura com’era prima)

Tanti miei amici non sono d’accordo, ma io continuo a ribadirlo: Di Pietro mi è simpatico, come potrebbe esserlo un attore; e però, anche politicamente, sono certo che la storia gli assegnerà un ruolo significativo, nell’analisi dell’evoluzione della società italiana.

Ma veniamo ad oggi. Di Pietro ha subìto una sconfitta elettorale catastrofica: quei miei numerosi amici sguazzano nella soddisfazione, il brutto è che si sono dileguati anche i tanti amici e sostenitori di Totò. A quanto mi dicono, si è creata una frattura non rimediabile anche con Silvana Mura, con cui aveva un legame affettivo personale. Grazie a Totò, Silvana a partire dal 2000 ha avuto una carriera interessante, come deputata e come tesoriera del partito di Di Pietro. Panorama stimò la cassaforte nel 2007 in 22,5 milioni di euro, una cifra probabilmente più che raddoppiata. Quarant’anni, bionda, fumatrice accanita, un figlio – Mattia – avuto da Claudio Belotti, al quale è rimasto sempre legata… Poi,
tante storie, anche oscure, rievocate dai mass media. Storie che hanno contribuito a indebolire, purtroppo, la figura pubblica di Di Pietro. Sui misteriosi conti gestiti da Silvana Mura si sono scritte tante parole: rimborsi spese, strane erogazioni, auto blu… Non mi interessa, in questa sede. Oggi a me interessa la ricorrente figura dell’ ‘eroe’, esaltato prima e poi tradito e abbandonato via via, in coincidenza con le crisi e la caduta. Di Pietro ha tenacemente difeso l’immagine della cosiddetta impresentabile Mura: “E’ vittima di inqualificabili ingiurie”. Non ci sono adeguati riscontri sulla solidarietà di Silvana verso Tonino. Svanito l’interesse politico, sono rimasti i legami economici: la signora Mura ha sempre in pugno le chiavi della tesoreria, secondo voci attendibili si tratta di 16 milioni liquidi residui. Non mancano malizie laterali e pettegolezzi sulla conclusione della vicenda. La bella e vecchia Silvana avrebbe in animo di aprire un istituto di bellezza e di ritocchini plastici. Anche lei si è rifatta qualcosa? Accostando il ‘prima’ e il ‘dopo’, una testimonianza promozionale allettante per la clientela.

In definitiva, quelli che vogliono ancora bene a Di Pietro, e non sono pochi, dicono che l’ex magistrato abbia ancora una strutturazione politica per riemergere. Molto diffuso invece lo scetticismo sulle possibilità che Silvana, una volta risolti i conti in cassaforte, possa restargli stabilmente vicina e, comunque, avere una funzione positiva per la rinascita.

 

 

IL VATICANO ALLA BIENNALE DI VENEZIA

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Per la prima volta nella storia il Vaticano sarà rappresentato alla Biennale di Venezia da un padiglione e, ovviamente, tutti già si interrogano sui contenuti. L’organizzazione fa riferimento al Cardinale Gianfranco Ravasi. C’è già chi dice, ma credo che per ora si tratti solo di una facile battuta, che il padiglione sarà vicino a quello dell’Argentina, in omaggio alle origini di Papa Francesco.

L’organizzazione invece di una grande manifestazione musicale, in piazza San Pietro, per la celebrazione del ’L’Anno della fede’, sta incontrando qualche difficoltà. A causa dei costi e anche per la linea voluta dal nuovo Pontefice: bisogna contenere sprechi o superfluità sfarzose. Si sa che per la manifestazione, prevista per il 22 giugno (in questo caso il riferimento è monsignor Rino Fisichella), basti pensare che solo l’enorme palco costerebbe 500 mila euro, per renderlo visibile da tutti quelli che affolleranno la piazza.

 

 

10/04/13

cesare@lamescolanza.com