UNA INDISCREZIONE AL GIORNO… LA DIETA DI NIETZSCHE

La dieta di Nietzsche (pensata da lui stesso): «Pranzo: brodo Liebig 1/4 di cucchiaio prima del pasto, 2 panini al prosciutto e 1 uovo, 6-7 noci col pane, 2 mele, 2 zenzeri, 2 biscotti. La sera: 1 uovo col pane, 5 noci, latte zuccherato con una fetta biscottata o 3 biscotti». (Da Anteprima)

 

 

 

OGGI VI DICO CHE… I TRUFFATORI

“Lo so, dovrei lavorare invece di cercare dei fessi da imbrogliare, ma non posso, perché nella vita ci sono più fessi che datori di lavoro.” (Totò, nel film Totòtruffa)

“Ci sono truffe così evidenti e così mal architettate, che nel momento stesso in cui vengono sventate andrebbero subito denunciati coloro che ci sono caduti dentro.” (Giovanni Soriano)

“Il mondo fu sempre composto di truffatori e di gente cui piace farsi truffare.” (Voltaire)

“Il fraudolento sa guadagnarsi per tempo la fiducia nelle piccole cose, per tradire poi con grande profitto.”
(Tito Livio)

“Il mondo è stato e sarà una porcheria. Perciò impariamo a muoverci con il portafoglio fra i denti e il culo bene attaccato al muro.” (Luis Sepúlveda)

“Al mattino una persona astuta e un fesso escono di casa: quando si incontrano l’affare (o la truffa) è fatto.” (Anonimo calabrese)

ATTUALIZZANDO… ANCHE SIMPATICI, PERÒ…

I grandi truffatori possono anche essere molto simpatici, ma a patto che i raggiri siano elaborati e realizzati tra privati. Se le truffe invece sono a danno della comunità (là dove già imperversano politici, finanzieri e manigoldi d’ogni specie), andrebbero punite con fermezza e severità, in modo esemplare. Sulla simpatia dei primi non ho dubbi: film e romanzi ci hanno affascinato con storie improbabili, ma suggestive.

 

 

 

IL COMUNE DI ROMA TRUFFATO PER 55 MILIONI

Quando la vittima è la comunità, però, nessuna indulgenza! Ho letto sul Messaggero con stupore e indignazione la notizia di quel truffatore che ha derubato per 55 milioni il Comune di Roma. Nel 2011, sindaco Alemanno, il Comune accettò dal finanziere Giovanni Calabrò, come pagamento di un vecchio debito da 55 milioni, un rocchetto di filo di nichel dichiarato di 200 chilometri e certificato come «preziosissimo» da una società svizzera.

 

NICHEL CHE VALE SOLO 40MILA EURO

Per far sorvegliare questo presunto tesoro si spesero, negli anni, altri 200 mila euro. Ma ora s’è scoperto che il valore del rotolo non supera i 40 mila euro, ma era stato messo a bilancio per i 55 milioni. Un nuovo buco nei conti romani. Il raggiro è stato scoperto dalla Guardia di finanza. Il Comune avrebbe potuto e dovuto insospettirsi prima: aveva tentato di mettere all’asta per sei volte il rocchetto e l’incanto era sempre andato deserto.

 

 

MA I COMPLICI CHI SONO?

Nonostante questo il 30 gennaio scorso il Comune ha rinnovato un appalto da 57mila euro per la custodia del tesoro farlocco, addirittura fino al 2021.
Piacerebbe sapere: 1. Dove si trova e cosa fa oggi il signor Giovanni Calabrò. 2. Come riuscì ad accumulare un debito di ben 55 milioni col Comune. 3. Per vendere il suo rocchetto di nichel si giovò – presumo – di complici, politici e funzionari menefreghisti e/o incapaci. Chi sono?

 

cesare@lamescolanza.com