RICORRENZE. NATI IL 3 SETTEMBRE

Marco Baldini, Giuseppe Bottai, Gianni Cuperlo, Mario Draghi, Natalia Estrada, Irene Papas, Paolo Cirino Pomicino, Charlie Sheen
MORTI: Ferruccio Amendola, Frank Capra, Carlo Alberto Dalla Chiesa, Ho Chi Minh, Gaetano Scirea

 

 

TESTIMONIANZE.GLI AMORI DI FELLINI

«Il rapporto tra Fellini e Giulietta, anche se travagliato, aveva qualcosa di sacro e misterioso. Quando facevo le carte a Federico mi chiedeva sempre di fare un giro anche per lei. Era preoccupato che non la facessero lavorare, ne era ossessionato. Per lui era come una madre e una figlia. Invece era la moglie».
La tradiva?
«Voleva essere libero di vivere le esperienze erotiche di un adolescente in ritardo anagrafico. Giulietta era mortificata e ferita dalle bugie che le raccontava, ma sapeva che non l’avrebbe mai lasciata. Fellini poteva essere molto crudele. Con le donne era disinibito: le pacche sul sedere erano una consuetudine tollerata».
Ha conosciuto le sue donne?
«Si era innamorato della Cardinale, aveva un’ossessione per la sua segretaria di edizione, la Viperetta. Sandrocchia, Sandra Milo, per lui era una donna-totem. Masina fu gelosa di Francesca Dellera e di Anna Magnani. E poi c’era Anna Giovannini, la farmacista, detta la Paciocca. Un giorno entrai nel suo negozio e lo sorpresi con lei. Lui mi disse: hai visto che hai dei poteri magici? E mi volle come cartomante. Anna era diversa da Giulietta: in casa sua non trovavi nemmeno un cespo di insalata, doveva cucinare tutto lui. Faceva delle frittate inimmaginabili, indigeribili. Invece, quando con mamma andavamo a trovare i Fellini a Fregene, Giulietta viveva in cucina».
Ma Giulietta lo tradiva?
«Aveva questo amico, Salvato Cappelli, che era più presente di Federico. Fellini si rilassava con i massaggi e la sauna, Salvato faceva le flessioni in giardino nella loro villa a Fregene. Ma non credo ci sia mai stato molto fra loro».
[Marina Ceratto Boratto, autrice de La cartomante di Fellini Baldini+Castoldi, a Ilaria Ravarino, il Messaggero]

IL SORRISO. L’ABORTO

“È davvero un peccato che i difensori dell’aborto abbiano avuto madri non abortiste. Una sciagura!”
(Mauro della Porta Raffo).

 

 

 

 

OGGI VI DICO: LA GELOSIA

“Chi non è geloso non ama.” (Sant’ Agostino)

“Le donne brutte sono sempre gelose dei loro mariti. Le donne belle non ne hanno mai il tempo. Sono sempre così occupate a essere gelose dei mariti delle altre.” (Oscar Wilde)

“Si domandava: che cosa è accaduto? E rispondeva: nulla, e si ricordava che la gelosia era un sentimento che umiliava lui e sua moglie, ma di nuovo nel salotto si convinceva che qualcosa era successo.” (Lev Tolstoj, Anna Karenina)

“Credo di essere una delle persone più gelose del mondo. La mia mano destra è gelosa se la sinistra dipinge un bel quadro.” (Andy Warhol)

“Non essere gelosa se vedi il tuo ex con un’altra. La mamma ci ha insegnato che devi dare i giocattoli usati ai meno fortunati.” (Marilyn Monroe)

LA GELOSIA DI ANNA MAGNANI E ROSSELLINI

La gelosia è sempre sfrenata? Per Roberto Rossellini (vittima di Anna Magnani) così fu con Ingrid Bergman
È difficile accettare la gelosia e ancor di più evitare di provarla? “La gelosia è sempre seguita dalla parola sfrenata…”. É una frase di Gustave Flaubert nel suo ‘Dizionario dei luoghi comuni’. Così fu, nella vita sentimentale di Rossellini. Non esiste una gelosia flebile o moderata: se sei geloso, lo sei sempre in modo eccessivo.
Il grande regista era legato ad Anna Magnani, che aveva un temperamento passionalmente geloso.

 

SI ISPIRÒ PER “ROMA CITTÁ APERTA”!

Conoscendo le abituali reazioni di Anna, una sera a cena con gli amici Rossellini, temendo una scenata, tentò di squagliarsela, uscì dal locale e saltò su un autobus in corsa. Ma la Magnani lo aveva inseguito e continuò a correre, urlando e insultandolo. La scena ispirò Roberto (grande!) per il finale di “Roma città aperta” in cui Anna, protagonista, insegue un camion dei nazisti ed è uccisa a mitragliate.

LA MINESTRA IN FACCIA

Un’altra volta invece lui – all’inizio della sua storia con Ingrid Bergman – non riuscì a sfuggire alla furia dell’amante. Un commesso gli portò un telegramma in cui l’attrice svedese gli fissava un appuntamento.
Rossellini provò a inventare una scusa, ma la Magnani non era una donna facile da ingannare: rabbiosamente gli rovesciò in testa la minestra che stava preparando per cena.

ROBERTO A SUA VOLTA…

E anche Roberto era sfrenatamente geloso: nella sua relazione con la Bergman, pretendeva che la famosa attrice lavorasse solo con lui, proibiva a Ingrid di accettare proposte di altri registi, anche famosi. Ma Ingrid era svedese, libera di mente, non era gelosa e anzi non capiva cosa fosse la gelosia: non sopportò l’imposizione e dopo sette anni la loro clamorosa storia d’amore finì.

 

 

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