RICORRENZE. NATI IL 20 APRILE

Pietro Aretino, Massimo D’Alema, Roberto Garofali, Adolf Hitler, Jessica Lange, Giulia Lanza, Ermal Meta, Joan Mirò, Napoleone III, Maria Teresa Ruta, Alexander Zverev.
MORTI: Ivanoe Bonomi, Rubin Carter, Benny Hill, Giuseppe Peano.

BALLARDINI SALVERÀ IL GENOA ANCORA UNA VOLTA

Domani il “mio” Genoa incontra, in casa, il Benevento: una vittoria potrebbe essere decisiva per evitare il pericolo di una retrocessione in serie B, traguardo conquistato dall’allenatore Ballardini molte volte in precedenti situazioni, ben più disperate. Davide Ballardini è un personaggio singolare, nel nostro calcio: è nato a Ravenna, ha57 anni, un figlio, da calciatore è stato un centrocampista, un artigiano di medio livello. Come allenatore non ha sfondato (ha guidato la Lazio, accusato di essere un po’ troppo allineato con le posizioni intransigenti del presidente Lotito), al Genoa ha conquistato una preziosa identità professionale: salva dai guai e dal concreto rischio di retrocessione in serie B una squadra in estrema difficoltá.

SETTANT’ANNI DI TIFO TORMENTATO

Sono genoano da quando avevo poco più di cinque anni ed ero un bamboccio delle scuole elementari. Oggi, se mi guardo alle spalle, vedo settant’anni di tifo tantomeno ricco di passione, di illusioni e delusioni, quanto povero di successie soddisfazioni. Ma che importa? Ho dedicato al Genoa la mia vita di tifoso del calcio perché il Genoa non é una squadra come le altre, è un pezzo insostituibile della nostra anima, della nostra personalità; con la capacità, la determinazione di chi si pone dalla parte di chi è meno ricco e meno forte, ma più battagliero, coraggioso di molti altri. In settant’anni il Genoa è stato quasi sempre in bilico tra la serie A e la B, non ha vinto nulla, i suoi proprietari hanno sempre venduto ai club più ricchi e potenti i migliori giocatori. Il ricordo più doloroso, per me, riguarda il mio amico Gigi Meroni, che si affermò nel Genoa come un artista, un campionissimo, e fu ceduto al Torino (dove si compì il suo infelice destino, morì travoltò per strada da un’automobile).

LA QUALITÀ DI BALLARDINI

Quest’anno il mister ravennate ha superato se stesso: ha trovato una squadra (era guidata da Maran) all’ultimo posto in classifica e in breve l’ha tirata fuori dalla palude. Ha mostrato competenza, intuito tattico, tenacia, modestia. Ha risolto enormi problemi difensivi arretrando come centrale il centrocampista Radovanovic e di una formazione sconnesss ha fatto una squadra capace di giocare in modo convincente e di piacere anche quando esce dal campo sconfitta. Questo è successo anche nelle più recenti partite, con la Juventus e il Milan entrambe in trasferta, perdute con grande sfortuna, secondo pareri unanimi avrebbe meritato assai di più. Il Genoa ha molti giocatori importanti: Perin, Strootman, Scamacca, Zappacosta, Pandev, Pjaca, Criscito… Ballardini ha rilanciato come goleador Destro, che pareva spento. E ha tutelato il vecchio Masiello e altri giocatori interessanti o promettenti: Shomurodov, Rovella, Luca Pellegrini, Zapata, Behrami, Badely, Czyborra, Cassata, Ghiglione, Goldaniga, Biraschi… Una “rosa” oggettivamente ampia e ricca. La cosiddetta “salvezza”, meritatissima, è a un passo.

IL PARADOSSO DI ENRICO PREZIOSI

Non ho mai capito perché il Genoa non sia mai riuscito ad attirare un proprietario importante e ambizioso: si dice che Paolo Mantovani, romano, fosse filogenoano, ma scelse la Sampdoria. In anni ormai lontani ebbi il merito, così fu detto e scritto, di organizzare un incontro decisivo tra Renzo Fossati, allora proprietario del Genoa, e Aldo Spinelli, che si proponeva di acquisirlo. Fossati non voleva saperne. La trattativa, grazie anche alla mediazione, andò in porto e vivemmo, come tifosi, alcune stagioni sempre difficili, ma soddisfacenti.
Oggi il patron è Enrico Preziosi. Commise l’errore grossolano, al suo arrivo, di annunciare traguardi impossibili e inverosimili. Dopo tanti anni ha un merito indiscutibile: è riuscito a garantire una stabile presenza della squadra in serie A. Tuttavia i tifosi sono scontenti, anzi esasperati dalla sua gestione: i campioni migliori sono ceduti, il calciomercato è dominato dalla girandola continua di decine di ingaggi e di cessioni, con trasparenti intenti speculativi. Non facciamo a tempo a innamorarci di una formazione e dei suoi protagonisti: subito tutto è sconvolto da arrivi, spesso non chiari e mitigabili, e dalle partenze. Dopo settant’anni sono rassegnato: non vedrò il decimo scudetto, non ci saranno successi importanti e non riuscirò neanche a sperare, a sognare.

OGGI VI DICO… I TIFOSI

“Io non ragiono con l’ottica del tifoso. Il tifoso è chi conta i punti. Io mi emoziono. Io cerco l’Emozione nell’Atto”. (Carmelo Bene)

“Per i tifosi di pallone il calcio è più di uno sport, lo vivono in maniera più intensa, sembra più una religione”. (Kobe Bryant, cestista)

“Il calcio è un rituale in cui i diseredati bruciano l’energia combattiva e la voglia di rivolta”. (Umberto Eco)

“Gli italiani sono un popolo di santi. Poeti. Ma soprattutto, di tifosi”. (Luca Ward)

“Dallo stadio calcistico il tifoso retrocede ad altro stadio: a quello della sua stessa infanzia”. (Eugenio Montale)





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