OGGI VI DICO CHE… NON BASTA L’ONESTA’

“Mia zia Betsy è la persona più onesta del mondo, patient ma non le basta questo, certamente per diventare  presidente degli Stati Uniti” (Harry Truman, secondo una citazione dell’ex sindaco di Milano, Gabriele Albertini).

ATTUALIZZANDO… CI VORREBBE KAFKA, PER RACCONTARE IL CASO MARINO

Ignazio MarinoPer fortuna  del Sindaco di Roma, e per sfortuna nostra, un Kafka oggi non c’è. Più modestamente, prendo spunto da Arthur Block e dalla sua famosa “La legge di Muphy. E altri motivi per cui le cose vanno al rovescio.” Ecco alcune citazioni, che in realtà sono allusioni: potete leggere, in trasparenza, ciò che volete. La legge di Cornuelle: “L’autorità tende ad assegnare lavori ai meno capaci di svolgerli.” La legge di Imhoff: “L’organizzazione di ogni burocrazia è molto simile ad una cloaca: i pezzi più grossi emergono sempre.” La quinta legge di Parkinson: “Se c’è una maniera di rimandare una decisione importante, la politica la troverà.”. La quarta legge di Parkinson:” Il numero di persone in ogni gruppo di lavoro tende ad aumentare indipendentemente dal lavoro che deve essere svolto.” Infine, la massima di Match: “Un idiota in un posto importante è come un uomo in cima ad una montagna, tutto gli sembra piccolo e lui sembra piccolo a tutti.” Ma anche questo crescendo: “ Chi sa fare, fa. Chi non sa fare, insegna. Chi non sa insegnare, amministra.”

CHI E’ IL VERO PADRE DI TECHETECHETE’?

deandreisE’ Paolo De Andreis. Qualche giorno fa Aldo Grasso sul “Corriere” ha celebrato Michele Bovi, come inventore di Techetecheté. Oggi, per caso, le coincidenze sono incredibili, un simpatico signore si è avvicinato mentre prendevo un caffè e mi ha chiesto se fossi Cesare Lanza, poi si è presentato: Michele Bovi! E mi ha ricordato che nel lontano 1979 era collaboratore di un giornale, “Contro” che dirigevo, e lui si firmava “l’amico sconosciuto”. Più tardi ho incontrato Paolo De Andreis, oggi è il giorno del suo 72esimo compleanno (fategli gli auguri), ho fatto un’altra chiacchiera e su questo argomento penso di poter mettere le cose al loro posto. Paolo, indiscutibilmente, è stato l’inventore di questo genere di programma, da prima negli anni 90 per proposte speciali come “La domenica degli Italiani”, “I cinquant’anni della Rai”, “Aspettando i mondiali di calcio”, come ideatore e autore. Poi, dal 1999 al 2009, con programmi, tipo “Techetecheté”, che si chiamarono “Varietà” e “Supervarietà” con ascolti importanti, a costo zero. Nel 2009 gli è subentrato Bovi, che cambiò il nome e mantenne, arricchendola seppure con notevoli costi, la sostanza. Ha dato la sua impronta, conduttori presentatori colori montaggi, ma è corretto riconoscere (c’è una ricca rassegna stampa in proposito) che il geniale creatore fu Paolo De Andreis. Oggi, Bovi è andato in pensione…

QUALE SARA’ IL FUTURO DI TECHETECHETE’?

lo-maglioA Bovi subentra Gianvito Lo Maglio, vice direttore di Rai1: più di una volta ho scritto ciò che penso di lui. E’ il dirigente Rai più fortunato e sopravvalutato, un Alberto Sordi in miniatura, quello che trova sempre il modo per arrangiarsi al meglio: è “un amico”, come si dice a Roma, capitale delle chiacchiere e dei rapporti di amicizia assolutamente privi di consistenza. E’ molto simpatico, Gianvito, ed è amico di tutti, soprattutto di coloro che possono dimostrargli l’amicizia secondo le contingenze. Sono felice per lui e per il suo nuovo incarico, ma ad essere sincero mi cresce in cuore un inquieto pensiero: riuscirà a distruggere questa, in apparenza imbattibile, trasmissione? Ti prego, Gianvì! Intanto, non commettere un errore fatale: non portare “Techetecheté” in prima serata. Ci ha provato due volte Bovi, con generosa ambizione, e non è riuscito a superare il 10% di share. Gianvì! Se la tua bravura fosse pari alla tua simpatia, con la qualità di relazioni che possiedi saresti tu il prossimo amministratore delegato della Rai (per ora, a quel che si sa, vorresti sedere sulla poltronissima, ti basta quella, di direttore di Rai1: risum teneatis, ma mai dire mai, quando si muove Lo Maglio). Da parte mia, una piccola preghiera: nei titoli di testa, potresti – dovresti  riconoscere a De Andreis la sua storica genialata.

IL SIGARO DI LEONE, IL TELEFONO DI CONTI

Carlo-ContiMentre Lo Maglio sogna di diventare direttore di Rai1, Giancarlo Leone, che di Rai1 è direttore con sublime democristianità, ha preso a fumare sigari… beh, i sigari gli sono sempre piaciuti, ma da un po’ di tempo, mi dicono, sono enormi, più grossi di lui. E Carlo Conti, l’artista che tiene in piedi la prima rete con i suoi successi, telefona quando vuole al premier Matteo Renzi, è diventato potentissimo. Attenzione: non voglio assolutamente insinuare che Carlo Conti debba il suo successo al capo del Governo. Conti ha fatto una gavetta straordinaria, è il conduttore che ogni rete vorrebbe perché non si nega a niente, sa cucire e proporre qualsiasi tipo di programma. Tanti anni fa, gli fui vicino in alcune edizioni di Domenica Inn. Ero stupefatto e ammirato, per la sua tenacia ma anche per le sue qualità diplomatiche. Non so se se lo ricordi, gli dicevo che era il candidato naturale per fare il sindaco di Firenze. Oggi è ben più potente di un sindaco, ma se avesse fatto – come Renzi – il sindaco di Firenze, forse oggi sarebbe a Palazzo Chigi.

HO RITROVATO GIULIANO MONTALDO, GRAZIE A DE ANDREIS

montaldoA Paolo De Andreis debbo il piacere di aver ritrovato Giuliano Montaldo, che frequentavo – diventandone amico, grazie a Nanni Massa – a Genova, negli anni 70. Tante volte avevo pensato di cercarlo, invitarlo a cena… poi pigrizia, lavoro, forse anche timidezza mi hanno tenuto lontano da quella eccellente idea. De Andreis è stato un dirigente importante, prima della televisione, anche nel cinema: tra le sue perle, ci sono, come direttore di produzione, “Novecento” di Bertolucci e “Marco Polo” di Montaldo. Paolo mi ha sollecitato a chiamare Giuliano, per un saluto condiviso, e così ho riscoperto l’affabilità del mio grande amico regista. Ci ripromettiamo una rimpatriata, a settembre. Tra le curiosità: da qualche parte deve esserci un carosello, diretto da Montaldo, in cui faccio la mia piccola, porca, figura come comparsa.

RAI DUE NOMI PER LA DIREZIONE GENERALE

RaiResto convinto che il leader della Rai futura sarà un personaggio, mai citato nelle cronache: credo che alla fine Renzi sceglierà un nome a sorpresa, come ha fatto per il Quirinale con Mattarella. Ad ogni modo, condivido con voi le confidenze che mi fanno “quelli che sanno sempre tutto”. In pole position sono: per capacità e meriti, Gaetano Miccichè, oggi a Banca Intesa e mancato direttore, qualche settimana fa, di “Cassa depositi e prestiti”; in linea con lui, per conclamata, forse troppo conclamata, ma non acclamata vicinanza a Matteo Renzi, fa sempre capolino Vincenzo Novari. Da scommettitore, punto su un nome a sorpresa, un nome femminile (che neanche vi dico).

 

cesare@lamescolanza.com
28.07.15