OGGI VI DICO CHE… GIULIO SCARPATI E LA PASSIONE PER IL TEATRO

“Ho una scuola di recitazione. Ma chi ha più voglia di imparare, se a fare la velina si guadagnano soldi a palate?” (Giulio Scarpati, intervista a Gianfranco Gramola, 2004).

ATTUALIZZANDO… UN CONSIGLIO AGLI ASPIRANTI ATTORI

Giulio Scarpati è un bravissimo attore. Cominciò col teatro, recitando Goldoni, Diderot, Dostoevskji… A un certo punto della sua carriera ha aperto una scuola di recitazione, condotta personalmente da lui, con la collaborazione didattica dell’attrice Silvia Luzzi e della regista Nora Venturini ( sua moglie), con sede al Teatro “Le Maschere”, via A. Saliceti n°1/3 00153 Roma. Chiedo scusa, ma le mie informazioni risalgono al 2004, non so se la scuola sia ancora aperta. Provate, per informazioni e contatti: 347.8437605 – 06.58330817 percorsidattore2@libero.it Anche se al 2004, cioè a nove anni fa, risale l’intervista di Scarpati e la battuta sulle veline. Credo che le cose non siano cambiate. Ho aperto qualche anno fa anch’io una “scuola” per giovani, Studio 254, con corsi non solo per il teatro, ma per il cinema, giornalismo, scrittura… Ho incontrato molti talenti, ho riscontrato in tanti una grande determinazione, ma ho avvertito anch’io come Scarpati un pizzico di delusione: in sintesi, quasi tutti, ragazzi e ragazze, nutrivano il desiderio di lavorare in televisione, avere successo, guadagnare. E, correndo su false piste, molti talenti si sono sprecati. Colgo quest’occasione per una riflessione e per un consiglio non richiesto, e quindi probabilmente sgradito, ai giovani che intraprendono una carriera artistica. Seguite la vostra vocazione e studiate, studiate , studiate – come diceva Benedetto Croce ad alcuni suoi allievi impazienti. Sudate, applicatevi, inseguite la perfezione! Il successo, la popolarità e i guadagni arriveranno, nella misura in cui saprete meritarli. E’ la qualità che riuscirà a rendere stabile l’eventuale successo o, comunque, ad appagare la vostra vocazione. Non ci sono scorciatoie: bellezza, compromessi, astuzie, malizie, slealtà possono aiutarvi a ballare, come si dice, una sola estate; poi, senza qualità e senza studio, vi ritroverete più confusi, illusi e delusi di prima. Anche la storia di Scarpati lo dimostra: prima ha fatto teatro, ha partecipato a film di varia caratura, poi in televisione il suo talento è esploso con la serie “Il medico in famiglia”. Ma non si è affermato per
merito della televisione, il labirinto in cui chiunque riesce ad entrare e quasi tutti si perdono. Si è affermato perchè ha talento, è un attore eccellente, ha studiato e ha fatto gavetta. Meditate, ragazzi, meditate.


IL PAPA MINACCIATO DALLA CRIMINALITA’

Un bravo e coraggioso magistrato, Nicola Gratteri, ha rivelato che, per le sue caratteristiche innovative, Papa Francesco suscitato irritazione e malanimo negli ambienti della criminalità organizzata. Non c’è da stupirsi. E non credo che il pontefice si abbasserà ad accettare particolari misure di sicurezza. Qualsiasi innovatore rischia la sua vita, e molti l’hanno sacrificata ai loro ideali: quando si mettono a soqquadro interessi di enorme importanza, quando si rivoluzionano abitudini, tradizioni, usi e costumi, quando (nel caso di Francesco) si tratta di restituire alla Chiesa la bontà di Cristo e dei Vangeli, c’è sempre chi si allarma e si ribella e trama per difendere il proprio potere… Segnalo , a chi non ne sia a conoscenza, la lodevole inchiesta che “Il Fatto quotidiano” sta conducendo sulle persistenti speculazioni, sugli sprechi, sulle malversazioni che si verificano al di là delle emozionanti parole di Francesco, in territori attigui alla Chiesa. Sono certo che il Papa interverrà. A rischio, inevitabile, anche della sua vita. 

GLI ULTRA’ DEL CALCIO, UN COLLANTE RIVOLUZIONARIO

Penso che si commetta un grave errore di fronte alle cronache sulla partita della Nocerina, “impedita” di fatto dalla violenza degli ultrà, e ad altri episodi meno gravi ma simili, se ci si limita alla retorica indignazione abituale, a sanzioni morbide e scontate, ai sermoni, alle prediche, alle parole. La riflessione più urgente da fare è questa: gli italiani sono un popolo bonario, antirivoluzionario, pacifico, portato alla mediazione e, se non al perdono, quanto meno alla distrazione e alla mancanza di memoria. Basta pensare allo spirito di sopportazione con cui si metabolizzano gli scandali politici, le disuguaglianze, i tormenti delle tasse, lo sfascio delle scuole e dei servizi, le angherie della piccola e grande malavita… Non c’è tragedia, non c’è dramma, non c’è evento pernicioso che possa indurre i miei concittadini – ed è un bene, una fortuna che sia così – a prendere i citatissimi (a parole) forconi, a scendere in strada, a compattarsi in iniziative “rivoluzionarie”. C’è però un solo collante, che potrebbe rivelarsi pericoloso: la smodata passione per il calcio. Finchè gli ultrà si ribelleranno a tutela della squadra amata, assisteremo a episodi esagerati, e in qualche caso disgustosi, ma limitati: manifestazioni di razzismi, ingiustificabili violenze, mancanza di rispetto verso qualsiasi istituzione… Saranno guai, invece, se qualche animoso terrorista capirà che solo il calcio, in Italia, può diventare una strada infiammabile per tentativi rivoluzionari: compattando i club, individuando il filone giusto per una rivolta unica contro l’odiato, genericamente, Potere. Già gli ultrà di molti club stanno solidarizzando tra loro… Post scriptum: sono curioso di vedere se saranno presi provvedimenti, e quali, contro i giocatori della Nocerina. Che cosa vi aspettavate, che i calciatori – minacciati di morte – diventassero eroi?

MASCHIO E’ BELLO, CIVATI BATTE RENZI

Forse Pippo Civati preferirebbe vincere le primarie. Fatto sta che, intanto, ha vinto – conquistando il primo posto – un sondaggio tra la gente, sull’appassionante tema: chi è il più sexy, l’idolo delle donne, nel mondo della politica? Ha battuto perfino Renzi. Forse il sondaggio non è convincente, visto che nei primi posti si sono qualificati anche Enrico Letta e Alfano. Comunque sia, anche a proposito delle precedenti riflessioni, è curioso che gli italiani ancora si trastullino con questo tipo di divertissement.

14-11-2013

 

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