OGGI VI DICO CHE… LE BUFALE, BY CARLO RIPA DI MEANA

“Da oltre vent’anni il Grande Dizionario della Lingua Italiana Devoto-Oli riconosce come un dato di fatto che per bufala si intende: errore madornale, here panzana, clinic frottola; nel linguaggio giornalistico, notizia priva di fondamento” (Carlo Ripa di Meana, “Le Bufale”, Maretti editore, incipit della introduzione).

ATTUALIZZANDO…UN GRAN BEL LIBRO, E PENSO AL QUIRINALE

Carlo e Marina Ripa di Meana

Carlo, con la sua abituale auto ironia, nella breve e magistrale introduzione confida di aver pensato, prima di arrivare a “Le bufale”, ad altri titoli: Una vita senza padroni; Vittoria senza sangue, onore di capitano; Caso per caso; Interprete del tempo e delle storie relative… Per fortuna ha scelto “Le bufale”, brutalmente coinvolgente. Prendendo in mano il libro (che mi è stato regalato a Natale da Marina, la sua favolosa moglie, mia carissima amica), ho immediatamente pensato alla politica italiana e al sempre più diffuso disgusto che i cittadini per essa provano. E, in particolare, alle meschine manovre in atto per arrivare alla designazione del nuovo Presidente della Repubblica. Quante bugie, quante invenzioni, quante trappole visibili e quanti, presumo, sporchi giochi, inimmaginabili.

DUE O TRE COSE CHE SO DI CARLO

Carlo Ripa di Meana
Prima di arrivare a parlare del Quirinale, forse vi divertirà sapere qualcosa del mio rapporto con Ripa di Meana, che risale alla metà degli anni Settanta. Al Santa Lucia ero a cena con L, la mia adorata  fidanzata dell’epoca. Arrivano al ristorante Carlo e Marina e si siedono senza vederci a un tavolo vicino. L mi informa che Carlo si sta sciogliendo da una lunga relazione con Gae Aulenti e segretamente ha cominciato ad amoreggiare con Marina. Bisogna mantenere il segreto! Uscendo, li salutiamo. Confesso che Carlo non mi era, diciamo così, simpatico. Era nota la sua fama di pensatore libertario, ma anche di conquistatore libertino. Giovani e belle o passatelle e un pò sciupate, le castigava tutte. Viveva a Venezia, se ricordo bene, e leggendarie nel gossip erano le sue conquiste, in tandem con un amico fotografo. Marina, altrettanto libera di mente, era la più sensuale, bella e spregiudicata seduttrice degli anni settanta. Nessuno avrebbe potuto immaginare che l’amore tra quei due mitici trasgressivi potesse durare a lungo. E invece, senza chiacchiere né pettegolezzi, sono passati quasi quarant’anni e Carlo e Marina, dopo essersi sposati due volte (repetita juvant) sono sempre innamorati e stanno sempre insieme. Affari di cuore a parte, che poi sono affari loro, negli anni il mio affetto e la stima per questa eccentrica coppia è aumentata in maniera esponenziale. E Carlo – del suo libro parlerò ancora – ai miei occhi è uno dei pochi intellettuali italiani senza pregiudizi, un socialista vero, un uomo colto, elegante, un pacifista, ma anche abituato a battersi per i suoi ideali, per valori che condivido.

QUIRINALE/ SOGNO SEMPRE DRAGHI, PREVEDO GRASSO

Grasso

Perdonatemi, neanche io riesco a tenermi lontano dai flutti e dai gorghi delle tante voci che si accendono e si spengono, come luci di lucciole, intorno alle previsioni per l’elezione del Presidente. Ieri sera, uno spiffero da casa renziana mi ha indotto a scrivervi, oggi, che alla fine sarà Grasso il nome scelto dal premier Renzi. So bene che gli spifferi sono insidiosi, si rischia di prendersi una brutta bronchite, e tuttavia, come ho detto, non resisto al gioco e anche alle scommesse del pronostici. In effetti, la scelta di Grasso avrebbe consistenza: se Renzi lo sceglie, nessuno potrà dire che si tratti di un candidato indicato da Berlusconi; allo stesso tempo, per Berlusconi e le sue truppe sarebbe incauto opporsi al nome non affiliabile al Pd. In più, c’è il fattore istituzionale: Grasso, presidente del Senato, secondo Costituzione regge il Quirinale fino alla imminente nomina. In meno: non è un uomo politico, come tutti vorrebbero, ma un ex magistrato, sebbene ormai passato a sedi istituzionali. (Ricordo che Berlusconi sarebbe contrario al nome di Mattarella, papabile da Renzi, proprio perché è stato un giudice). Dettaglio secondario, ma importante: Grasso da settimane se ne sta zitto e aristocraticamente quieto nel suo doppio ruolo, non gli sono attribuiti intrighi o manovre di sorta. E dunque…?

ALLARGANDOSI UN PO’, ECCO QUALCHE ALTRO NOME  

Walter Veltroni

Avendo ceduto alla tentazione di riferirvi ciò che qualche pifferaio di casa Renzi mi ha sussurrato in un orecchio, ho l’obbligo di allargarmi e dirvi anche altro. Secondo la stessa fonte che mi ha parlato di Grasso, una variabile ci sarebbe: “Se il rapporto con Berlusconi fila dritto, Grasso è il candidato perfetto per non far perdere la faccia a nessuno dei due. Se Berlusconi dovesse ingrifarsi, l’alternativa è Veltroni: Renzi a questo punto potrebbe avere partita vinta, impuntandosi su Veltroni, ovvero un Pd, ovvero – tra gli ex comunisti detestati da Berlusconi – il più accettabile, buonista e mite com’è, da Silvio e dai falchi di Forza Italia”. Mi fermo qui? Macché! Come potrei evitare di citare il Corrierone, che in apertura di giornale stamattina restringe a tre le decine di aspiranti? Mattarella, Amato e Padoan. Con tutto il rispetto, Mattarella è inviso ai berlusconiani, Amato a quelli del Pd, salvo forse alle minoranze che si illudono di fare un blitz, su questo nome, a braccetto con i grillini, per stendere Renzi. Resta Padoan: un tecnico, quando tutti dicono che di tecnici abbiamo fatto la scorta e sarebbe l’ora di restituire forza e dignità alla politica.

 

BONOLIS IN GRAN FORMA IERI A BALLARO’

Paolo Bonolis

Sono tornato a seguire Ballarò, esclusivamente per il gusto di assistere al prevedibile exploit di Paolo Bonolis. Ha avuto, Paolo, un‘intervista tutta per sé, isolata dagli scadimenti del talk. E’ stata una sfilata, condotta con discrezione da Massimo Giannini, di battute, frecciate e riflessioni. Il pezzo di Bonolis ha toccato il 10% di share, la puntata ha raggiunto un totale di 1.674.00 telespettatori e ha avuto uno share del 6,93%. Mi sembra intelligente l’idea di rafforzare il talk, criticato ultimamente perfino da Renzi che nei talk appare un giorno sì e l’altro pure, con una lunga intervista a un  personaggio dell’intrattenimento. Almeno si sorride un po’, e a volte il personaggio, come certamente ieri Bonolis, dice cose più sensate degli attori della scena politica. Mi permetto di aggiungere che, quando lavoravo con lui, mille volte avevo consigliato a Paolo di dare spazio, spazio estremo, alla sua vocazione riflessiva e critica. Tra le sue esibizioni migliori, ricordo alla lunga la conversazione con Gianfranco Funari e l’intervista che riuscimmo a rubare, per telefono, a un condannato a morte, a poche ore dall’esecuzione. E tanti altri momenti ancora. Bonolis comico vince 6-0 6-0, è la versione moderna di Totò e Alberto Sordi. Bonolis opinionista, come ieri è successo a Ballarò, è un personaggio fuori dal comune, che fa divertire e induce alla riflessione. Ha un solo difetto: la pigrizia. Ma non sarò certo io a indicare la pigrizia come un difetto e ad attribuirla, come un difetto, a Bonolis. Mi è sfuggita, ecco.

LETTERE/ GORDON PRONTO A TRASFERIRSI IN AUSTRIA

 bandiera Austria

“Caro Cesare, sono sempre più nauseato! Come dici tu, credo che il Presidente della Repubblica italiane debba essere eletto dal popolo, come succede in America. Mi rendo conto che mentre lì vige la democrazia, qui vige la dittatura. Ecco perché le nostri sorti sono affidate a due sole persone. E poi, scusami se metto in mezzo la mia fede, perché si sono permessi di chiamarlo Patto del Nazareno? Non sono blasfemi? Sono pronto a diventare cittadino austriaco. Anche se i crucchi non mi sono granché simpatici, sicuramente sono più seri ed onesti. Un abbraccio affettuoso e buon primo premio Socrate. Gordon”

VENERDI’, A PISA, GUBITOSI A CONFRONTO CON GLI STUDENTI

 Luigi Gubitosi

La nostra rivista “L’attimo fuggente” ha preso l’iniziativa di organizzare, nel 2015, alcuni incontri tra personaggi rilevanti della società italiana e gli studenti universitari. Il primo incontro si svolgerà a Pisa, venerdì prossimo con inizio alle ore 16, nell’Aula Magna della Scuola Superiore Sant’Anna, in Piazza Martiri della Libertà, 33: Luigi Gubitosi, direttore generale della Rai, sarà intervistato dagli allievi della scuola e dell’università. Gli incontri sono concepiti sulla base della necessità di restituire, in Italia, un valore importante al criterio del merito: quindi faccia a faccia si troveranno personaggi meritevoli della classe dirigente attuale e i giovani, che hanno ogni diritto di puntare sul loro merito, e non su altro, per arrivare ad essere classe dirigente nel futuro. A Luigi Gubitosi sarà conferito, nell’occasione, il “Premio Socrate” per la meritocrazia (simbolicamente, una penna stilografica, un unicum, dell’azienda Montegrappa di Gianfranco Aquila). L’ingresso per assistere al dibattito è libero, fino ad esaurimento dei posti: mi rivolgo prioritariamente agli studenti e, comunque, a tutti coloro che vorranno essere presenti.

cesare@lamescolanza.com

28.01.15