AVVISO AI NAVIGANTI, LETTORI AMICI E NO

vacanzeQuesta – forse – è l’ultima pagina di diario, prima dello scempio estivo di agosto, botti, stupidaggini che si moltiplicheranno, effimere vacuità in spiaggia, tempo buttato e che mai sarà recuperato. Mi piego alle abitudini. Continuerò a lavorare, dedicandomi soprattutto a due libri che sto scrivendo, l’interminabile dizionario dei personaggi grandi e squallidi della Rai televisiva dal 1954 a oggi; e una raccolta di storie e di ricordi sui giocatori d’azzardo.
E’ possibile che, se succederà (e temo che succederà!) qualcosa di emozionante, interromperò il mio silenzio e in qualche modo riapparirò. Ma voi chissà dove sarete, lettori amici e no! In ogni caso, ci diamo appuntamento per la fine di agosto. Il nostro sito storico, www.lamescolanza.com, sarà aggiornato nella prima e nell’ultima settimana di agosto dalla nostra brava Rita Di Simone. Nel cuore del mese, si vedrà. Siamo un minuscolo gruppo di lavoro, nessun finanziatore, in compenso una libertà totale. A presto.

ADDIO A MARTA MARZOTTO…

marta marzottoStamattina abbiamo avuto una notizia, inattesa e dolorosa, che Marta Marzotto, a o nacque, nel 1988, la prima figlia del mio secondo matrimonio 85 anni, se n’è andata. Ero suo amico, la terrò sempre in cuore. Quande le attribuimmo il suo stessa nome, Marta Marzotto mi regalò un quadro destinato alla bimba, che Renato Guttuso le aveva dedicato, tra altre centinaia di dipinti e disegni. Marta è stata una grande amica, una grandissima donna, protagonista del nostro tempo. Se avete pazienza e curiosità, leggete l’intervista che scrissi nel 2001: la ripubblichiamo su “La mescolanza”, non la rileggo per evitare di commuovermi. Ricordo che mi disse, contrariamente ai pettegolezzi, che aveva avuto solo tre amori: il marito Umberto, Guttuso e Lucio Magri. Poi, imprevedibile come sempre, se ricordo bene (o forse fu in un’altra occasione) mi rivelò che era innamorata cotta di Pietro Ingrao, segretamente. Ne approfittai per dare a Ingrao la notizia e chiedergli un commento, ma il vecchio leader comunista, pur compiaciuto, non mi concesse una sola parola. Eccezionale, Marta! E sempre sorprendente. L’ultima volta l’ho incontrata qualche mese fa nella sua bellissima casa milanese, mi regalò due grandi fotografie, quasi due quadri, in cui lei – bellissima, desiderabilissima – amoreggiava con Guttuso. Una bizzarria, no? Ma il suo costante approccio era quello di piacere, sedurre, sorprendere. Ne approfittai per dichiararle, finalmente, che era stata per lustri una donna dei miei sogni, ma non avevo mai avuto il coraggio di corteggiarla, per timore, orgoglioso come sono, di un rifiuto. Ricordo il suo sorriso, chissà quante centinaia di battute e allusioni, maliziose o ingenue come la mia, avrà avuto nella sua bella, splendida vita.

NON SE NE PUO’ PIU’! RENZI SI PRENDE ANCHE IL TG3?

RenziSu “Il Fatto” di oggi, in prima pagina e all’interno, c’è questa allarmante indiscrezione: il dg e ad della Rai, Antonio Campo Dall’Orto, sarebbe in procinto di silurare Bianca Berlinguer dalla direzione del Tg3 e sostituirla, rispettosamente verso il premier Renzi, con Antonio Di Bella. In poche parole, un crescendo della renzizzazione della Rai e bene fa Carlo Freccero a tuonare: “Fanno fuori la Berlinguer, così tutti i notiziari saranno allineati al governo sul referendum. Colpo di mano per il sì. Neanche Berlusconi osava tanto”.
Dire che sono incredulo è poco. Indignato, scandalizzato, e sempre più desideroso (utopisticamente?) che al timone del governo, e della Rai, arrivino personaggi meno sfacciati e intrusivi.

CHE BOTTO! LUIGI VICINANZA LASCIA L’ESPRESSO

luigi vicinanzaLuigi Vicinanza, fior di giornalista, si congeda dalla direzione de “L’Espresso” con un numero memorabile: una riesplosione dei “Panama Papers”, con un dossier, raccolto da Paolo Biondani e Leo Sisti, in cui si racconta “la mazzetta più grande della storia: 1.5 miliardi dollari” mega tangenti pagate dall’Eni ai familiari di un ministro algerino e a politici nigeriani corrotti (ancora su “La mescolanza” riprendiamo per intero l’articolo). E non basta, sotto il titolo “Mani pulite in viale Mazzini” a cura di Floriana Buffon, una carrellata sui tanti problemi della Rai: ritardi nei collegamenti, disservizi continui, tecnologie obsolete, gare opache, indagine della procura…
Vi segnalo anche la rubrica di Massivo Riva incentrato sulla Volkswagen che rimborsa i clienti americani, ma non gli europei: altrimenti fallirebbe. E Bruxelles non fa nulla per difendere i cittadini dell’Unione.

TERRORISMO / MA CHE COSA HA VOLUTO DIRE FRANCESCO?

papa francesco- vaticano- roma-20140630103539Come tanti, non ho capito la frase del Papa, secondo cui siamo in guerra, ma non è una guerra di religione…Il Foglio, con grande vigore, interviene e obietta. Idem, tanti altri giornali. Non voglio fare lo spiritoso, ma forse al Papa sarebbe bastato aggiungere una paroletta, ecco: “Questi atti di terrorismo non sono solo una guerra di religione”.

 

 

 

BENTORNATO, IN FINANZA, CORRADO PASSERA!

Corrado PasseraMentre scrivo, in Monte Paschi di Siena discutono un piano alternativo di salvataggio della banca, proposto da Corrado Passera, insieme con gli svizzeri dell’Ubs. Non so come andrà a finire, comunque sia festeggio il ritorno di Passera a un ruolo di manager e di stratega, nell’alta finanza. Corrado ha avuto una, neanche breve stagione, da Monti fino alle ultime elezioni amministrative, in cui ha ceduto a tentazioni politiche. Oserei dire una grande delusione, innanzitutto per lui e per quanti, come me in tutta modestia, lo stimano. Dapprima ministro con esagerate ambizioni nel governo del prof. Monti, poi dissidente, poi col progetto di un disegno nazionale e ambizioni da premier (mica male, ma non si rendeva conto che l’esperienza con Monti lo aveva bruciato), poi velleitariamente aspirante alla poltronissima di sindaco a Roma o a Milano. Ma la politica politicante non era il suo mestiere, soffrivo nel vederlo coinvolto per esigenze di visibilità, in certi sguaiati talk show, a confronto con interlocutori che non meritavano neanche di allacciargli le scarpe. Ora gli do il bentornato, Mps o no, sono certo che Passera darà il meglio di sé nelle banche o in società pubbliche o private, ben sapendo, più di tanti chiacchieroni, di economia e finanza.

UNA LEZIONE DI AMORE E DI DIGNITA’

marco-deplano-372x221Su Facebook un medico di Carbonia, Marco Deplano, racconta un suo incontro con una paziente, malata in fase terminale di un tumore. Potete leggere tutto su Fb oppure su “La mescolanza”. Mi sono emozionato e commosso. I miei lettori più pazienti e affezionati sanno cosa penso della vita e della morte. In questo racconto leggiamo il dignitoso, consapevole, congedo di quella signora malata, con parole semplici e toccanti. Non aggiungo altro: i sentimenti e gli esempi di amore, coraggio e dignità sono quelli che riescono a lasciare senza parole perfino un commentatore, spesso cinico e intrusivo, come me. Non riuscirà mai, il terrorismo dell’Is o di altri, ad annientare i valori della nostra civiltà, la dignità ripeto, la tolleranza.

OLIMPIADI, CHE NOIA ESTENUANTE

olimpiadi-2024Il “Corriere dello Sport” fa il suo mestiere e pubblica una paginata di interventi di veri e presunti vip, a sostegno del temerario e sciagurato progetto olimpico per Roma 2024. Niente da eccepire. Si va da Nerio Alessandri (risum teneatis) a Giorgio Armani, da Guido Barilla a Laura Pausini, da Alessandro Benetton a Roberto Benigni, da Andrea Bocelli a Giovanni Ferrero, da Ennio Morricone a Riccardo Muti, da Paolo Sorrentino a Giuseppe Tornatore… Ci sono cascati pure, con tutte le scarpe, Monica Bellucci e Marco Tronchetti: per i quali, ovviamente per motivi diversi, nutro simpatia, stima e ammirazione. Ma ci sarà anche un giornale, non sportivo, che voglia pubblicare, gli elenchi sterminati di personaggi e opinionisti che dicono no alla sirena tentatrice delle meraviglie olimpiche? Virginia Raggi, pensaci tu!

 29.07.2016
cesare@lamescolanza.com


I PRIMI 25 COMUNICATORI, BUONE VACANZE

collage immagini comunicatoriCon consapevole presunzione, nel senso che qui ve la infliggo e mai la negherò, mi è venuta questa idea prefestiva: augurandovi buone vacanze, pubblicheremo periodicamente una classifica – in ordine di merito, a nostro sommesso giudizio – dei migliori comunicatori. Cominciamo oggi, avvertendo che nella graduatoria non sono compresi i comunicatori impegnati in ruoli politici.
Ecco qui ai primi due posti 1: Gianluca Comin e, a pari merito, Luigi Bisignani. Sono due atipici, autori di due diversi exploit. Comin ha lasciato l’Enel, si è messo in proprio e in pochi mesi ha sfondato: molti clienti, molto onore, indiscutibile successo. Bisignani, discusso come consulente e uomo ombra negli affari, apprezzato e temuto, ha ribaltato la sua immagine, pubblicando libri e scrivendo opinioni su “Il Tempo”. I suoi articoli, ad esempio, quelli con una linea perfidamente anti renziana, vanno studiati con attenzione.
3: Paolo Bruschi, in crescita folgorante alle Poste. 4: Luigi Vianello, che appartiene alla vecchia scuola, oggi in Salini e dominus (anaffettivo) a livello internazionale. 5: Marco Bardazzi. Scostante, insopportabile nelle relazioni, ma la sua operazione sul web anti – Reporter è un capolavoro tecnico di astuzia. Una domanda: perché non ha utilizzato il twitter aziendale, anziché il suo personale (che ha ovviamente centuplicato i riferimenti)? 6: Andrea Cornelli: un autentico cervello, titolare di un’agenzia con un centinaio di dipendenti, quasi tutte donne. Misurato, sobrio. 7: Vittorio Meloni: gran professionista, in Banca Intesa. 8: Maurizio Abet, idem, al fianco di Tronchetti Provera. A seguire un plotone femminile: 9 Costanza Esclapon, ricercatissima, dopo la Rai ancora libera sul mercato; 10 Elisabetta Neuhoff; 11 Lorenza Pigozzi, che si sta battendo eroicamente per coprire la sconfitta di Mediobanca di fronte a Cairo, per la pratica Rcs; 12 Giuliana Paoletti; 13 Patrizia Rutigliano; 14 Carlotta Ventura. 15: Stefano Mignanego, old english style con lampi di umanità. 16: Simone Cantagallo, un professionista che tutte le aziende vorrebbero avere. 17: Maurizio Beretta, ai confini della realtà, mantiene il doppio incarico Unicredit e Lega Calcio. 18: Vincenzo Galimi. Estroso, a tutela del momentaccio di Deutsche Bank. 19: Piero Di Primio. 20: Mario Avagliano. 21: Stefano Porro. A seguire ancora due signore: 22 Cecilia Ferranti e 23 Karla Otto. Infine, 24 Federico Fabretti: molto ubbidiente, evidenti a tutti le difficoltà di gestire un tipino come Mauro Moretti. 25: Giuseppe Lasco.
Fuori graduatoria, i “suggeritori”, con incarichi ben al di sopra della comunicazione: Mauro Crippa di Mediaset, Fabio Corsico al fianco di Franco Gaetano Caltagirone; Stefano Lucchini, ex Eni, ora dirigente di Banca Intesa.

BOLDRINI / DAGLI AMICI MI GUARDI DIO…

salviniNon dico che Salvini sia un mio amico, chi li frequenta i politici? Però, contro corrente, mi è simpatico, lo stimo proprio per la ruvida schiettezza con cui si esprime (molti mi hanno detto che, in privato, è timidissimo). E ora, cosa mi combina il giovane e ambizioso leader della Lega? Il peggio possibile. Mi obbliga a difendere la signora Laura Boldrini – in vetta alla classifica delle persone che detesto – dal suo sguaiato insulto: non lo definirò sessista, non mi confondo nelle polemiche caratterizzate da questo tipo di fazioni, è un insulto volgare, volgarissimo, e basta. Salvini caro, se stabilisci i confini della tua istintiva schiettezza prima di arrivare a insulti e volgarità, crescerai giorno per giorno e avrai il consenso di quelli che la pensano come te. Se vai oltre, come in questo caso, costringerai anche chi ti apprezza, come me, a difendere personaggi altrimenti indifendibili, come la presidentessa della Camera, sui quali potremmo – senza insulti – esercitarci a dirne d’ogni colore.

SCIATTERIE / IN TV FACCE ANNOIATE E APPLAUSI FINTI

crozzaTra le sciatterie, che ormai sta diventando una rubrica fissa nel mio diario, ve ne propongo altre due, naturalmente televisive. La prima: le facce annoiate o dormienti o schifate o infastidite, che si vedono alle spalle dei conduttori, in molti programmi. Se il pubblico è retribuito, bisognerebbe intervenire energicamente affinché questi spettatori non disgustino la platea davanti al video, già frequentemente disgustata. Se non ricevono un compenso, queste piccole folle, peraltro giustamente annoiate, potrebbero essere lasciate a casa. Però, sinceramente, avendo fatto per qualche lustro l’autore televisivo, so bene che l’impresa non è affatto facile. E sapete perché? La mia idea è che a tutto si resiste tranne che alle tentazioni, in questo caso la tentazione della noia.
Seconda sciatteria: ci sono i programmi, in primis “DiMartedì” condotto non malamente da “Giova” secondo Crozza, ovvero Giovanni Floris, in cui il pubblico ha l’evidente disposizione di applaudire, di continuo. L’effetto è comico: parla uno attaccando Renzi, poniamo, e piovono applausi festosi; subito dopo, parla un altro, che difende Renzi, e piovono applausi ugualmente gioiosi: unanimi e compatti. Ma si può?

MANZOTIN / LO SPOT NON MI PIACE

manzotin La carne in scatola mi piace. Anche la Manzotin. Ma non sopporto lo spot televisivo, in cui un tizio con voce stridula conclude gridando “Manzo…tin!” con un urletto sulle tre lettere finali. Lo dico con disagio perché anche la Manzotin, come tanti altri prodotti, appartiene a eccellenti industriali che stimo molto, i Cremonini. Peraltro, esistono due scuole di pensiero nella pubblicità. Secondo alcuni, è importante che il messaggio televisivo si faccia notare e possibilmente diventi un tormentone, come in questo caso; secondo altri, me compreso, è preferibile conquistare popolarità, senza offendere i timpani. Ad esempio, la carne Montana, anch’essa dei Cremonini, ha uno slogan simpatico, quello che finisce con “…e di più non mi spingo, parola di Gringo”. Chi ha ragione? Certamente, le agenzie di pubblicità e le industrie, a differenza di me, fanno ricerche e sono in possesso delle cifre del mercato.

MARCO TRAVAGLIO E SILVIA TRUZZI / NO AL REFERENDUM

marco-travaglioHo acquistato il libro del direttore de “Il Fatto” e di una sua brava giornalista: con il titolo “Perché no”, dicono “tutto quello che bisogna sapere sul referendum di autunno contro la schiforma BoschiVerdini”. Se votassi, comunque voterei no per il semplice fatto che il no è sostenuto da un’infinità di gente, che stimo, giuristi, politici, giornalisti, amici personali che annunciano il no. Leggendo il libro, apprezzo la meticolosità dei due autori e la loro capacità divulgativa. Dunque no, come si dice, tutta la vita!

ANCORA DUE PAROLE SULLA JUVENTUS

juventusMi chiedono di chiarire il significato “tecnico” della mia scommessa sulla Juventus: sono convinto, come ho scritto, che non vincerà il suo sesto scudetto consecutivo. Perché? Non è questione di antipatia, anzi: mio padre era un accanito tifoso Juventino… le mie ragioni sono, sinteticamente, tre. Primo: nel prossimo campionato tutte le squadre giocheranno la partita della vita contro la Juve. Secondo: tutti i difensori giocheranno la partita della vita contro Higuain, l’anno scorso super cannoniere, per impedirgli di segnare. Terzo: la Juve sarà concentrata soprattutto sulla Champions, dichiaratamente punta a qusto successo. Se mi danno una buona quota (non inferiore a quattro volte la puntata), sono pronto a scommettere una piccola somma, diciamo un cinquantino di euro, su questa convinzione.
Ribadisco ciò che ho scritto ieri: non mi piace la prepotenza, ancorché assolutamente legittima, dei vertici della Juve. Sono pieni di soldi, hanno lo stadio, hanno già una squadra fortissima: anziché sottrarre al Napoli e alla Roma i due migliori giocatori perché non sono intervenuti sul mercato all’estero? Perché non hanno cercato di acquistare, chessò, un Cristiano Ronaldo? E mentre scrivo, mi viene in mente una quarta ragione per la mia temeraria scommessa: in particolare i giocatori del Napoli e della Roma vorranno dimostrare che la forza del Napoli e della Roma non era racchiusa esclusivamente nei piedi di Higuain e di Pjanic.

28.07.2016
cesare@lamescolanza.com


OGGI VI DICO CHE… IN MORTE DI UN SACERDOTE

Mi ha molto commosso il barbaro assassinio del vecchio sacerdote di Rouen. Da agnostico, privo di fede (e invidioso di coloro che la posseggono), mi inchino di fronte a questo martire: con stima, rispetto, devozione e affetto.

ATTUALIZZANDO… L’INGHILTERRA E LE CHIACCHIERE IN TV

inghilterra sicurezzaSono invece disgustato dalla continua, esasperante tempesta, tanto stupida quanto devastante, di chiacchiere, retorica, enfasi e banalità nei talk show in televisione. Raramente, succede di ascoltare osservazioni interessanti: come stamattina – augurandomi che l’informazione sia vera – a La7, da parte di un ospite di cui purtroppo non ho colto il nome. Questo opinionista ha detto che l’Inghilterra, dopo il 2005, ha investito 2miliardi di sterline per rafforzare in ogni settore i servizi di sicurezza, vigilanza e iniziative antiterrorismo. E negli ultimi 11 anni non ha più subito alcun attentato di rilievo.
In Italia, sappiamo come spesso vengono spesi i soldi pubblici: ruberie, sprechi, corruzione… Mi auguro che il governo di Renzi possa uscire da ogni incertezza e, concretamente, attivarsi per rafforzare – secondo il modello inglese, ma sarebbe utile dare anche uno sguardo a Israele – i nostri servizi segreti e le organizzazioni di polizia.

CHIACCHIERE AL VENTO / MICHELE SERRA SU “LA REPUBBLICA”

michele-serraSi ha la sensazione che sui giornali e in tv il primo movente di opinionisti e tuttologi sia quella di procurasi uno spazietto di visibilità. Da “Repubblica” non me l’aspettavo! Oggi, Michele Serra, autore di una rubrica giustamente contenuta nelle pagine interne, si esibisce con elucubrazioni insulse (un accostamento tra il parroco sgozzato e il disegnatore di “Charlie Hebdo” “ammazzato da analoghi macellai”) in prima pagina. La sua rubrica si chiama “L’amaca”, su cui lo scrittore si dondola affrontando qualsiasi argomento: ne ho già segnalato l’efferato snobismo, il dondolio non prevede mai neanche un titolo per informare il lettore (regola una volta fondamentale, in giornalismo). E’ l’amaca, ragazzi! Serve qualcosa di più per precipitarsi a leggere?

QUANTE SCIATTERIE… LE DETESTO, MA ANCHE QUESTA É ITALIA

rainews 24Di passaggio, stamattina alle 7.30 seguivo RaiNews24 sul terzo canale: per mezz’ora la scritta sottopancia recitava che si trattava delle notizie di mercoledì 27 agosto! Niente di grave, ma se fate attenzione, vedrete che in ogni giornale e in ogni canale televisivo si verificano distrazioni simili. Potrei dire che non esiste il giornalismo meticoloso di una volta, ma non lo dico per non apparirvi anche più vecchio di quanto sono. Comunque, un esempio: nei notiziari, carta stampata e tv, sulla tragedia di Rouen non si capiva per lungo tempo quale fine avessero fatto i due attentatori. Fuggiaschi, catturati, uccisi? Faticosamente, l’informazione, non secondaria, arrivava; spesso, anche, restava nelle nebbie fuori stagione.

IL FASCINO IRRESISTIBILE DEL TALENTO - ANDREA SCANZI

andrea scanziPer fortuna, oltre alle sciatterie e agli snobismi, ogni tanto si può ammirare qualche talento. E per il talento io ho un’ammirazione sconfinata, anzi il mio vanto (unico) è di averne scovati di talenti e valorizzati molti quando dirigevo giornali. Non conosco Andrea Scanzi, lo stimo molto perché – su “Il Fatto” e in tv – è uno di mente libera, senza pregiudizi e senza complessi reverenziali. Ieri sera aspettavo con curiosità il suo debutto a La7, come conduttore di un nuovo programma televisivo, “Futbool”. Eccellente. In particolare, il monologo conclusivo, con un ritratto di Marco Van Basten, scritto da dio e proposto e recitato da grande attore. Ripeto, eccellente.

RAI / MERITO MERITO MERITO (E ALTRO)

maggioni - campo dall'ortoChissà perché, mi è venuto in mente che la Rai non riesce a lanciare talenti, che poi invece appaiono su La7, su Sky e altrove. Forse la concentrazione è spesa soprattutto per infliggerci il canone sulla bolletta della luce e tutelare gli stipendi, a vita, dei dirigenti che da anni non fanno più un ciufolo. E io pago, diceva Totò. No: io, calabro ligure, il più testardo dei testardi, insisto ogni giorno: signor Campo Dall’Orto, oppure, se mi permetti confidenzialmente, caro Ortolano, merito merito merito! Se ti dedichi al merito per circondarti di collaboratori preziosi e rilanciare i programmi, lascerai un segno positivo e memorabile. In caso contrario, il segno sarà memorabile, ma non positivo: vedi tu!
Per correttezza, specifico sempre: gli stipendi Rai non sono affatto scandalosi, diventano scandalosi perché, nella maggior parte dei casi, non sono meritati. E, ancora per correttezza: perché tutte le altre grandi aziende pubbliche non seguono l’esempio della Rai e non rendono noti i compensi dei bravi manager, ce ne sono, e dei numerosi magnager?

CARLO ROSSELLA E LUCA MONTEZEMOLO, TENERAMENTE AVVINTI

rossella montezemoloNella sua ineffabile rubrica su “Il Foglio”, Rossella ci informa con soave delicatezza che il suo fraterno amico Montezemolo passerà le vacanze, navigando per mare. Posso permettermi un’osservazione? Furbo furbissimo Luca, mica prende un aereo Alitalia!
Già che ci siamo: nei giorni scorsi Carlito el drito ci informava che a Roma Malagò è più popolare che mai, assediato da folle di amici. Va bene che Rossellino mio ha un affetto tenace e un rispetto inesauribile per l’amicizia, però vorrei chiedergli: ma chi, ma dove, ma quando?

MINIMALISMI / UN PENSIERINO SULLA CRISI DEI GIORNALI

giornaliLo so, sono un barboso giornalista e un pignolissimo lettore, all’antica. La crisi dei giornali ha ben altre ragioni. Però… il pubblico affezionato è soprattutto composto di anziani. Potrei fare un appello, un’invocazione, una ragionevole richiesta ai confezionatori dei giornali di oggi? Non una, sono due. La prima: ma perché gli articoli in prima pagina devono girare nelle pagine interne? Scrivete di meno, teneteli in prima oppure fate una sintesi in prima e pubblicateli all’interno. Perché dobbiamo spiegazzare giornali di largo formato come “Il Foglio”? Anche il bravo Claudio Cerasa sta cedendo a questa debolezza. Secondo poi, come dicono a Roma: usare caratteri più leggibili, corpi più grossi, no? Noi, semivegliardi, abbiamo problemi di vista. Per leggere, bisogna usare la lente di ingrandimento. Adesso non è stagione, ma non vi piacerebbe ascoltare le maledizioni che mi escono di bocca, in autunno e in inverno, quando debbo scegliere un film al cinema, leggere le sintesi, verificare gli orari e gli indirizzi.

LA PREPOTENZA DELLA JUVENTUS: PJANIC, HIGUAIN…

juveLa Juve, che a mezza Italia simpatica non è, sarebbe più apprezzabile se fosse meno prepotente. Già da cinque anni vince in Italia tutto o quasi, ora nel mercato ha portato via alle sue dirette concorrenti i campioni più importanti: Pjanic dalla Roma, Higuain dal Napoli. Con le risorse economiche che possiede, non poteva rivolgersi all’estero? Comportamenti legittimi, ma antipatici. E io come reagisco, da eterno tifoso del Genoa e simpatizzante della Roma? Non scommetto sul sesto scudetto della Juventus. Anzi. Metto da parte 50 euro. Dieci li punto sul Genoa, se ce l’ha fatta il Leicester in Premier League, prima o poi può farcela anche il Genoa in serie A; se poi mi date una buona quota, 40 eurazzi o eurini, li punto sulla mia previsione, la Juve non si riscudetterà. E aspetto insulti e dissensi da parte dei fans della Vecchia.

27.07.2016
cesare@lamescolanza.com


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